Rassegna storica del Risorgimento

BALBO CESARE ; MOTI 1821 ; SARDEGNA (REGNO DI)
anno <1921>   pagina <240>
immagine non disponibile

240 I Castaldo
tìvano da verso Palazzo. Allora si venne a comprendere eh un attacco già seguiva tra le guardie nazionali e la milizia, e si proclamava il So verno provvisorio, e perchè si erano fatte le barricate n tutti i vicoli che immettevano a Toledo, non po­teva il Manco fuggire, come intendeva fare, sicché nel tram­busto fu costretto a progredire vèrso la punta opposta di To­ledo, partendosi da Palazzo, e ricoveravasi in un portone, get­tando a terra lo schioppo fuori la strada, accosto ad un faen-zaro (lavoratore in argilla e creta) tra la garitta dei saldati e la Chiesa dello Spirito Santo; dove, sopraggiunti gli Svizzeri, cominciarono ad offendere, percuotere e ferire tutti quelli che vi erano rifugiati. In tale frangente egli ne fu anche legger­mente ferito sulla testa sul braccio destro e stala fronte détta gamba sinistra, indi preso prigioniero fu portato alla Darsena, d'onde, sopraggiunti altri individui, insieme furono tradotti sul brigantino l'Intrepido, e da indi a quattro giorni, per grazia dal Se concessa, furon tutti liberati. Ohe fra quella gente aveva ravvisato il Maggiore della guardia nazionale di Pozzuoli, D. Sci­pione De Carolis, il quale gli disse che, senza aver preso alcuna parte attiva in quel subbuglio, era stato arrestato innanzi la Stazione del Vapore (!) ed in effetti, soggiungeva, al'la rinfusa veniva arrestato dalla truppa chiunque s'incontrava.
Che il Manco non faceva parte della guardia nazionale, né fé' uso dell'arma asportata nel rincontro, perchè era scarica ed era sprovvista di munizioni. Aveva le cicatrici delle ferite ripor­tate in quel giorno, le quali furono riscontrate dai periti sani-tarii .
LE CONDANNE.
La Gran Corte Speciale ritenne che l'Unità Italiana non diversa dalla Carboneria e dalla Giovane Italia avea tal nome per sorprendere le incaute menti, avea un fine reo, l'italiana democrazia anche col regicidio, era una setta, punibile con la legge 28 settembre 1822, e col Beai Besoritto del 2 luglio 1828. Affermò che v'eran tutti gli elementi formali di essa, perfino il giuramento, ed era una diramazione del centro napoletano, da cui aveva proclami e segni, giusta la confessione del Sor­rentino, e che vi ebbe origine nel settembre-ottobre 1848.