Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Pavia. Storia. Secolo XIX
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1994
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414
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414 Libri e periodici
FRANCO DELLA PERUTA, Storia delVOtlocento. Dalla Restaurazione alla belle epoque ; Firenze, Le Monnier, 1992, in 8, pp. 525. L. 50.000.
Da qualche tempo l'Ottocento è tornato ad occupare un posto importante negli studi storici. I temi tradizionali (nascita degli Stati nazionali, partiti politici e dibattiti parlamentari, società segrete e cospirazioni, rivoluzione industriale, lotte sociali) si vanno rileggendo in maniera più attenta. Vengono in primo piano l'analisi delle élites politiche e dei risultati elettorali, lo studio degli apparati amministrativi e giudiziari, la formazione del consenso, le varie espressioni della socialità, gli effettivi rapporti tra le classi, la scala dei fenomeni di modernizzazione e la distinzione di aree economiche diverse nell'ambito degli Stati, il travaglio della trasformazione degli apparati produttivi, le conseguenze dello sviluppo delle comunicazioni sull'assetto del territorio, l'influenza della crescita demografica su tutti gli aspetti della vita sociale. Tra persistenze ed innovazioni, volta a volta sopravvalutate, oltre e più che elemento di periodizzazione ha scritto Paolo Macry , l'Ottocento appare, in qualche misura, come un tema storiografico specifico, un laboratorio di indagine con una propria fisionomia, ben identificata rispetto agli studi d'antico regime o novecentisti. Possiede un'agenda di priorità, sebbene non sempre comunemente accettata; una flessibilità rinnovata, rispetto a classiche dicotomie ottocentesche come città/campagna, capitale/lavoro, liberalismo/assolutismo, centro/periferia ecc.; una ricchezza tematica che va sottolineata e accolta con favore. Permette di esercitare la critica storica intorno al tema cruciale della transizione {Bollettino del diciannovesimo secolo, 1993, n. 1, p. 14).
L'Ottocento per l'Italia significa qualcosa di particolare: è il Risorgimento, un fatto di straordinaria importanza, comunque lo si voglia oggi interpretare e valutare. La transizione dall'antico al nuovo che in questo secolo sembra caratterizzare la storia mondiale vi assume un'ampiezza inconsueta. Nel giro di pochi decenni piccoli Stati regionali, di nessun peso politico e di limitate risorse economiche, lasciano il posto ad uno Stato capace di inserirsi nel gioco della diplomazia europea, di essere autorevolmente presente nel Mediterraneo, di iniziare l'espansione coloniale, di partecipare al processo di industrializzazione che sta modificando la graduatoria delle potenze. Con la scomparsa degli antichi Stati sono costrette ad una rapida unione, più forzata che accettata, le società che erano il risultato di una secolare indipendenza regionale: si trasformano rapidamente istituzioni, leggi, ordinamenti fiscali, mentre tramontano vecchie capitali e si affermano nuovi centri amministrativi ed economici.
Tutto questo avviene in sintonia con le vicende coeve dell'Europa e del mondo. Dalla spartizione delle aree di influenza nel congresso di Vienna che pone la penisola sotto il controllo austriaco alla iniziativa di Napoleone III che con la seconda guerra d'indipendenza la avvia all'Unità, dai legami con la Francia imperiale alla Triplice Alleanza, con cui il regno d'Italia cerca una sua collocazione nel contesto internazionale, dall'infelice espansione africana del periodo Crispino all'affermazione libica che sembra consacrarla grande potenza, il collegamento della storia politica italiana con quella europea e mediterranea è evidente. Meno appariscente ma non meno forte e determinante è il collegamento nei vari campi della vita civile. Da Torino, Milano, Firenze, Roma, Napoli si guarda a Parigi e Londra, alle discussioni nei due parlamenti, al dibattito politico, all'organizzazione dello Stato; modello statale tra autorità ed autonomie è la Prussia, e la Germania si affianca a Francia ed Inghilterra negli interessi della cultura; gli economisti e gli uomini d'affari seguono le realizzazioni che mutano industria, agricoltura, trasporti, rapporti sociali nella parte più evoluta del continente*