Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Pavia. Storia. Secolo XIX
anno <1994>   pagina <422>
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libri e periodici
EMMA MANA, La professione di deputato. Tancredi Galimberti fra Cuneo e Roma (W6-1939); Paese, Pagus Edizioni, 1992, in 8, pp. 406. L. 45.000.
Questo volume, che si presenta come una biografia, offre al lettore e allo studioso molto più di quanto non prometta. L'A. interpreta questo genere letterario secondo le migliori tradizioni di esso e secondo le più recenti ten­denze, frutto della riflessione congiunta di letterati, sociologi, psicologi, stu­diosi delle mentalità e del linguaggio. Quella che ne esce è, certamente, la biografia di Tancredi Galimberti, ma strettamente intrecciata con la storia del suo giornale La sentinella delle Alpi, del suo collegio elettorale, in un periodo della storia nazionale in cui il rapporto centro-periferia diventa elemento car­dine dell'evoluzione del sistema politico e acceleratore delle dinamiche in atto in campo sociale ed economico. L'A. dà in questo lavoro il frutto maturo di indagini compiute in precedenza, che hanno costituito i passaggi preliminari e preparatori di esso: dalla sua tesi di laurea su Savigliano nel regime fascista, allo studio sulla Sentinella delle Alpi tra Ottocento e Novecento, all'inventario dell'archivio Galimberti fonte primaria ma non esclusiva della biografia al saggio sulla famiglia Galimberti, che fa da introduzione all'inventario stesso.
H titolo di questo volume La professione di deputato è ben scelto, perché l'esistenza di T. Galimberti ha un unico centro motore, ossia la politica intesa non come carriera ma come professione. Tutto nella sua vita, sia pub­blica sia privata, è orientato prima alla costruzione, poi all'esercizio di tale professione: l'attività giornalistica e la proprietà del giornale; la partecipazione alle amniinistrazioni locali; la esigua ma ben calcolata pratica forense; il ma­trimonio e la famiglia (centrale il ruolo della moglie Alice Schanzer) che fun­ziona da vera e propria impresa di supporto. Come scrive l'A.: è Alice a costituire il vero fulcro della vita familiare [...]. È Alice a tenere le redini della conduzione della casa e della organizzazione della vita domestica, è lei a occuparsi dell'educazione dei figli [...]. È ancora Alice ad accollarsi l'onere di badare e sovrintendere alla tipografìa e al giornale [...] soprattutto a partire dal 1907-1908; è lei l'amministratrice dell'azienda, di cui cerca disperatamente di risollevare le sorti economiche, fino oltre la guerra; è lei che si occupa [...] anche dei rapporti con il personale dipendente, degli appalti di gestione della pubblicità, deÙa contabilità vera e propria e, nei momenti di assenza del marito, è ancora lei a seguire da vicino la compilazione del quotidiano (pp. 192-193).
Tancredi Galimberti nasce a Cuneo nel 1856: il padre, tipografo, è un tipico self-made man che già nel 1835 diventa proprietario della tipografia in cui lavora. La fortuna dell'azienda sta nel fatto che essa stampa la Sentinella delle Alpi, foglio nato nel 1847 e, dal 1854, quotidiano, tenuto sempre salda­mente in mano dalla famiglia. L'avvenire dei figli è deciso dai genitori in funzione degli interessi dell'impresa e dell'acquisizione di uno status borghese: Tancredi, benché maggiormente incline all'attività giornalistica, è avviato agli studi giuridici. Da essi eredita due tratti peculiari del suo agire politico: il formalismo e la rigidità. Nel 1883 ha inizio il suo impegno pubblico che per vent'anni procede in crescendo: prima consigliere comunale della sua città, poi, dal 1887, deputato; nel 1896 sottosegretario alla Pubblica Istruzione nel go­verno Di Rudi ni e, dal 1901 al 1903, ministro delle Poste nel governo Zanar-delli-Giolitti. Una carriera politica fulminea che lo fa sembrare destinato a ulteriori affermazioni: essa, invece, si interrompe qui, perché il ritorno a Cuneo nel 1903, anziché una breve parentesi, di fatto risulta definitivo. Da questo momento inizia la parabola discendente: alle elezioni politiche del 1913 perde
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