Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Pavia. Storia. Secolo XIX
anno
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1994
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pagina
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424
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424 Libri e periodici
zione della realtà e del rapporto tra mutamento sociale ed equilibri politici (p. 177). È questa concezione sempre più astratta del ruolo di uno Stato liberal-progressista che, insieme ad altre ragioni, consentirà a Galimberti di passare ad alleanze in contraddizione con i suoi ideali: i cattolici prima; i nazionalisti durante la guerra; i fascisti poi. A questo proposito un'attenzione ancora maggiore di quanto qui non sia fatto andrebbe riservata all'influenza del pensiero mazziniano, a cui Galimberti e parte della sinistra che condivide la sua esperienza politica nel primo Novecento, esplicitamente dicono di ispirarsi. Mazzini è menzionato dal deputato cuneese in occasione del primo conflitto mondiale, accettato e difeso come ultima guerra del Risorgimento. Mazzini è presente nel mito della Nuova Italia che dovrà nascere dopo la rottura con il passato realizzata dalla guerra. Mazzini, ancora, sta dietro alla contrapposizione tra popolo e classe politica tradizionale, che alimenta il consenso cH Galimberti al fascismo. Ma, soprattutto, Mazzini è presente in una concezione della democrazia politica che può prescindere àéXL1 uguaglianza, come valore fondante, anche se non esclusivo, di essa. Tra i tanti suggerimenti che provengono da questa ricerca andrebbe senz'altro raccolto quello per un esame approfondito dell'eredità mazziniana presso la classe dirigente italiana, con occhio attento alla recezione dei suoi ideali e del suo messaggio nel tempo.
A decidere della carriera politica di Galimberti, come si è detto, contribuisce anche il suo rapporto con Giolitti, rapporto difficile, contrastato, con gravi conseguenze sul piano personale stand gli stretti rapporti tra le due famiglie (basti pensare che il matrimonio tra Tancredi e Alice Schanzer viene combinato in casa Giolitti). U leader liberale, che non aveva favorito la candidatura a deputato del Galimberti, si lega a lui quando quest'ultimo ne assume la difesa davanti alla Corte di Cassazione al momento dello scandalo della Banca Romana. Ma sarà un episodio, perché tra i due esponenti del liberalismo riformista non c'è convergenza. Li separano diversità di strategia e di metodo politico: pragmatico e volto a non esasperare le situazioni Giolitti; formalistico, ideologico ed estraneo alla diretta conoscenza delle condizioni economiche e sociali del paese Galimberti. Tali divergenze sono destinate ad approfondirsi quando quest'ultimo trasforma la sua avversione a Giolitti in vera e propria lotta al suo metodo di governo. La prima occasione si ha nel 1911: ma la vera celebrazione liberatoria avviene al momento della caduta di Giolitti con la chiamata a raccolta di tutti gli antigiolittiani sulle pagine della Sentinella. Il nodo del rapporto con Giolitti è talmente centrale che, a ben vedere la rottura con il passato celebrata da Galimberti al momento della guerra, con il dopoguerra, poi con l'avvento del fascismo altro non è se non la rottura con il giolittismo.
Il terzo elemento che incide sulla carriera politica di Galimberti è il suo rapporto con il collegio elettorale: anche in questo caso non un rapporto solo pragmaticamente inteso, ma soprattutto studiato e costruito a disegno. Un intero capitolo del volume un deputato, un collegio ne analizza approfonditamente metodi e fasi. li deputato cuneese costruisce la sua base utilizzando i metodi canonici del rapporto politico di quei tempi: la disponibilità di un giornale; il supporto delle rappresentanze dei gruppi di interessi, che nel suo caso sono soprattutto le società di mutuo soccorso, la società degli esercenti, il circolo industriale, la Cassa di risparmio di Cuneo; la professione forense. In una parola: intreccio tra reti di relazioni personali, processi nota-bilari e aggregazioni su base di interessi. L'A. analizza con grande competenza e maestria il dissolversi di questo sistema di potere in rapporto alle trasformazioni che il collegio subisce. Il modello notabilare con componenti paternalistiche e clientelari ben cementate da un forte potere carismatico non regge