Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Pavia. Storia. Secolo XIX
anno <1994>   pagina <425>
immagine non disponibile

Libri e periodici 425
ad esempio alla perdita di peso specifico della città capoluogo rispetto al resto del collegio. Alla vigìlia del suffragio universale disporre di un giornale non basta più per controllare un'opinione pubblica che sa di poter fare leva su altri poteri rispetto alla mediazione del deputato locale. Soprattutto i gruppi di interesse in una società più articolata possono fare da soli. Come ricorda VA. di questo volume, di cui difficilmente si potrà fare a meno per ricostruire la storia italiana dall'unità al fascismo, il suffragio universale mette in evi­denza la fine di un modello politico che non è né quello di Galimberti né quello di Giolitti, ma quello elitario e notabilare di una classe dirigente ancor convinta di potersi imporre e governare solo sulla base di alleanze.
DORA MARUCCO
Mouvements et initiatives de Paix dans la Politique internatiop.de, 1867-1928. Actes du colloque tenu à Stuttgart, 29-30 aoùt 1985, édités par JACQUES BARIÉTY et ANTOINE FLEURY; Berne, Peter Lang, 1987, in 8, pp. 395. S.p.
Presentando il sostanzioso volume di cui qui ci occupiamo, con ragione Jacques Bariéty e Antoine Fleury avvertono che la période qui s'étend des dernières décennies du 19èmc siècle aux années vingt de no tre siècle est surtout connue dans la littérature historique comme celle des nationalismes européens, celle aussi de l'impérialisme triomphant des Grandes Puissances qui se partagent le monde et les peuples, et celle enfin du grand carnage qu'a été la Première Guerre mondiale, aux effets incalculables. On a moins retenu pour ne pas dire ignoré que durant cetre méme période les idées les plus généreuses ont été avancées en faveur du progrès de l'huma-nité, les initiatives les plus audacieuses ont été lancées en vue d'assurer la paix et la prosperité aux peuples (p. 5).
A otto anni dal colloquio organizzato a Stuttgart dalTAssociation inter-nationale d'Histoire contemporaine de l'Europe, l'osservazione di Bariéty e Fleury conserva del tutto inalterata la sua attualità per quel che concerne la storiografia italiana. L'unico lavoro generale sul versante italiano dei movi­menti pacifisti rimane invero il prezioso ma esile volume (pp. 51), con pre­fazione di Giorgio Spini, di SANDI E. COOPER, Patrio tic Pacifismi the Politicai Vision of Italian Peace Movement, 1867-1915', Los Angeles, 1985. Meno con­vincenti le pagine di Franca Pieroni Bortolotti, La donna, la pace, l'Europa. L'Associazione internazionale delle donne dalle origini alla prima guerra mon­diale, Milano, 1985, mentre insostituibili ma circoscritte ad un anno quan­tunque di svolta nella storia del pacifismo organizzato sono quelle di Michele Sarfatti, La nascita del moderno pacifismo democratico ed il Congrès international de la Paix di Ginevra nel 1867, Milano, s.a. (ma 1983) e pe­netranti ma in gran parte limitate ad un confronto tra il pacifismo italiano legato al movimento operaio e socialista ed il pacifismo demo­cratico quelle di Ruggero Giacomini, Antimilitarismo e pacifismo nel primo Novecento. Ezio Bartalini e La Pace, 1903-1915, Milano, 1991 (2a edizione; la ed. Milano, 1990).
Ecco perché i presenti Alti meritano di essere conosciuti dagli studiosi italiani, che vi troveranno segnaliamo naturalmente solo i contributi rela-