Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Pavia. Storia. Secolo XIX
anno <1994>   pagina <428>
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Libri e periodici
CAMERA DEI DEPUTATI, Commissione parlamentare d'inchiesta sulle terre libe­rate e redente (luglio 1920-giugno 1922); voi. I: Saggi e strumenti di analisi, voi. II: La relazione della commissione d'inchiesta; Roma, Ca­mera dei Deputati-archivio storico, 1991, 2 voli., in 8, pp. 672, 854. L. 110.000.
Gli atti di una delle inchieste parlamentari più imponenti del primo dopoguerra vedono ora la luce, dopo molti anni di intenso lavoro in cui si sono affiancati studiosi di formazione diversa ed afferenti a discipline diffe­renti. Ne è risultata una accurata edizione della relazione parlamentare, pre­ceduta da un cospicuo volume di saggi che hanno funzione sia di chiarire la genesi e gli sviluppi dell'inchiesta, sia di contestualizzare il dibattito parla­mentare nella situazione politico-economica degli anni Venti.
Istituita con L. 18 luglio 1920 n. 1005 a seguito delle numerose de­nunce apparse sugli organi di stampa, nei dibattiti politici e nelle stesse discus­sioni parlamentari come ricorda Marco Meriggi, L'inchiesta sulle terre liberate e redente nella storia delle inchieste parlamentari del Regno d'Italia (1920-1922) (pp. 243-286) la Commissione d'inchiesta risultò composta da sette senatori e sette deputati, con presidente prima Filippo Grimani, poi Antonio Casertano e da ultimo Giuseppe D'Andrea. Nei due anni di intenso lavoro d'inchiesta emerse però non soltanto un quadro degli sperperi e delle inefEcienze seguiti all'opera di ricostruzione nelle terre liberate (in quanto già occupate dal nemico) e redente (in quanto già appartenute all'impero austro­ungarico), ma anche una dettagliata rappresentazione dello stato socio-economico seguito ai mutati assetti territoriali ed internazionali, assieme ad una serie di proposte, seppure inficiate nella fase attuativa dalla diversa linea politica del governo fascista.
A questa sequenza logica e cronologica corrispondono sostanzialmente le tre sezioni in cui sono suddivisi i contributi critici nel primo volume e cioè la prima su Le Terre liberate e redente come questione politica e finanziaria in sede nazionale e internazionale, la seconda su Veneto, Venezia Giulia e Tridentina nella ricostruzione del primo dopoguerra, la terza su Le fonti documentarie e a stampa.
Sotto il profilo politico, risulta immediatamente percepibile la diversa in­cidenza delle questioni delle terre liberate e redente sul piano interno rispetto a quello internazionale. Anzi, come sottolinea Francesco Bonini sin dall'aper­tura del suo contributo su La politica d'influenza dell'Italia nell'area danu­biana e la questione delle Terre liberate e redente (pp. 41-76), il problema parve quasi irrilevante negli equilibri intemazionali, nel senso che venne sostanzialmente ignorato nel momento in cui l'attenzione delle Potenze vinci­trici andava concentrandosi sul futuro assetto dell'Austria e sulla necessità di mantenere comunque un equilibrio economico e territoriale tra gli Stati suc­cessori dell'impero. E, mentre da parte italiana si lavorava gradualmente alla normalizzazione delle relazioni con il nuovo regno di Jugoslavia e con l'Un­gheria, i rapporti con l'Austria rimasero a lungo tesi fra la necessità di risol­vere la spinosa questione del Sudtirolo-Alto Adige e gli sforzi, anche parzial­mente compensativi, per contribuire in misura rilevante alla ricostruzione economica di quella repubblica. Si tratta di due linee politiche solo apparen­temente contradditorie, che riemergono nell'ampio saggio di Richard Schober, La questione sudtirolese come problema bilaterale nei rapporti austro-italiani del primo dopoguerra (pp. 76-152). Condotto prevalentemente su fonti au­striache, ìl contributo illustra le vicende del Sudtirolo dagli ultimi mesi del conflitto fino ai provvedimenti snazionalizzatoti del 1925-26, sottolineando, nemmeno troppo implicitamente, l'assenza di una soluzione democratica della