Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Pavia. Storia. Secolo XIX
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Libri e periodici
CAMERA DEI DEPUTATI, Commissione parlamentare d'inchiesta sulle terre liberate e redente (luglio 1920-giugno 1922); voi. I: Saggi e strumenti di analisi, voi. II: La relazione della commissione d'inchiesta; Roma, Camera dei Deputati-archivio storico, 1991, 2 voli., in 8, pp. 672, 854. L. 110.000.
Gli atti di una delle inchieste parlamentari più imponenti del primo dopoguerra vedono ora la luce, dopo molti anni di intenso lavoro in cui si sono affiancati studiosi di formazione diversa ed afferenti a discipline differenti. Ne è risultata una accurata edizione della relazione parlamentare, preceduta da un cospicuo volume di saggi che hanno funzione sia di chiarire la genesi e gli sviluppi dell'inchiesta, sia di contestualizzare il dibattito parlamentare nella situazione politico-economica degli anni Venti.
Istituita con L. 18 luglio 1920 n. 1005 a seguito delle numerose denunce apparse sugli organi di stampa, nei dibattiti politici e nelle stesse discussioni parlamentari come ricorda Marco Meriggi, L'inchiesta sulle terre liberate e redente nella storia delle inchieste parlamentari del Regno d'Italia (1920-1922) (pp. 243-286) la Commissione d'inchiesta risultò composta da sette senatori e sette deputati, con presidente prima Filippo Grimani, poi Antonio Casertano e da ultimo Giuseppe D'Andrea. Nei due anni di intenso lavoro d'inchiesta emerse però non soltanto un quadro degli sperperi e delle inefEcienze seguiti all'opera di ricostruzione nelle terre liberate (in quanto già occupate dal nemico) e redente (in quanto già appartenute all'impero austroungarico), ma anche una dettagliata rappresentazione dello stato socio-economico seguito ai mutati assetti territoriali ed internazionali, assieme ad una serie di proposte, seppure inficiate nella fase attuativa dalla diversa linea politica del governo fascista.
A questa sequenza logica e cronologica corrispondono sostanzialmente le tre sezioni in cui sono suddivisi i contributi critici nel primo volume e cioè la prima su Le Terre liberate e redente come questione politica e finanziaria in sede nazionale e internazionale, la seconda su Veneto, Venezia Giulia e Tridentina nella ricostruzione del primo dopoguerra, la terza su Le fonti documentarie e a stampa.
Sotto il profilo politico, risulta immediatamente percepibile la diversa incidenza delle questioni delle terre liberate e redente sul piano interno rispetto a quello internazionale. Anzi, come sottolinea Francesco Bonini sin dall'apertura del suo contributo su La politica d'influenza dell'Italia nell'area danubiana e la questione delle Terre liberate e redente (pp. 41-76), il problema parve quasi irrilevante negli equilibri intemazionali, nel senso che venne sostanzialmente ignorato nel momento in cui l'attenzione delle Potenze vincitrici andava concentrandosi sul futuro assetto dell'Austria e sulla necessità di mantenere comunque un equilibrio economico e territoriale tra gli Stati successori dell'impero. E, mentre da parte italiana si lavorava gradualmente alla normalizzazione delle relazioni con il nuovo regno di Jugoslavia e con l'Ungheria, i rapporti con l'Austria rimasero a lungo tesi fra la necessità di risolvere la spinosa questione del Sudtirolo-Alto Adige e gli sforzi, anche parzialmente compensativi, per contribuire in misura rilevante alla ricostruzione economica di quella repubblica. Si tratta di due linee politiche solo apparentemente contradditorie, che riemergono nell'ampio saggio di Richard Schober, La questione sudtirolese come problema bilaterale nei rapporti austro-italiani del primo dopoguerra (pp. 76-152). Condotto prevalentemente su fonti austriache, ìl contributo illustra le vicende del Sudtirolo dagli ultimi mesi del conflitto fino ai provvedimenti snazionalizzatoti del 1925-26, sottolineando, nemmeno troppo implicitamente, l'assenza di una soluzione democratica della