Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Genova. Secolo XIX
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1994
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Manca Montale
sino al 1859, una sorta di casa operaia, di normale opificio, con una gestione corretta, che non riesce tuttavia a coprire tutte le spese. Per questo si tende a mantenere i poveri esperti e laboriosi, e mandar via gli indisciplinati, contro ogni logica correttiva. In seguito al decreto imperiale 5 luglio 1808, si decide l'apertura di un Depót de mendicità distinto dall'Albergo stesso, per l'estinzione dell'accattonaggio . Giovanni Assereto, che ha studiato le vicende di questi anni, oltre alcuni dati relativi al Dipartimento di Genova: su una popolazione complessiva di 188.183 persone i poveri sarebbero 111 luglio 1808 10.412, i mendicanti 2.923. Sono statistiche da considerare con qualche cautela, perché non è facile il controllo di un fenomeno di vaste proporzioni, con molte oscillazioni, che spesso sfugge alle catalogazioni. Comunque dal gennaio 1811 il ricovero nasce come un'utile appendice al sistema assistenziale preesistente, ed ospiterà alla fine della sua attività 160 uomini e 238 donne (con 19 lavoranti uomini e 144 donne). Accoglie quindi, a differenza dell'Albergo, molti invalidi, per cui la produzione è poca cosa.6)
Il questuante vagabondo viene considerato un criminale, ed è sottolineata la distinzione tra chi è costretto alla questua per malattia, vecchiaia, disoccupazione, e chi invece, ozioso e fannullone, cerca di impietosire i passanti facendo della sua condizione una scelta e un mestiere.
Il grande complesso assistenziale creato nei secoli precedenti dall'aristocrazia della repubblica oligarchica riceve un colpo durissimo durante il periodo francese. Mentre in passato i capitali impiegati in luoghi del Banco di S. Giorgio fruttavano rendite cospicue, che permettevano, insieme a lasciti e donazioni, una più tranquilla gestione finanziaria dei vari enti, si ha la riduzione del patrimonio ad un terzo consolidato sul Gran Libro di Parigi; a due quinti sul frutto dei monti di Roma, al ribasso dei cambi sui frutti di Vienna. Si ha in pratica la cessazione di interessi sui capitali posseduti in S. Giorgio per un totale di circa 200.000 franchi annui.
Per questo con l'annessione della Liguria al regno di Sardegna le opere pie genovesi si ritrovano con enormi problemi di indebitamento, di bilanci e di sopravvivenza. In un momento difficile di transizione e di grave crisi economica il Depót cessa di esistere. E per i poveri invalidi, che di regola non possono essere ospitati all'Albergo, non resta che la mendicità.
H tracollo finanziario di istituzioni che vivevano in gran parte di redditi drasticamente ridotti pone pesanti scelte prima al Governo Provvisorio, che elargisce oltre 336.000 lire, poi a quello piemontese, che
6> G. ASSERETO, Aspetti dell'assistenza pubblica, dt., pp. 347, 348, 351.