Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Genova. Secolo XIX
anno
<
1994
>
pagina
<
494
>
494
Bianca Montale
di incanalarsi sovente nella stessa direzione, lasciando i più deboli senza alcuna tutela. Il Magistrato di Misericordia, il più importante ente benefico che risale al '400, amministra in questi anni più di mille fondazioni minori che scenderanno a 398 nel 1846 molte tra le quali senza consiglio proprio. Molte rendite, però, sono vincolate, e le spese di gestione risultano considerevoli: i mezzi che rimangono sono inadeguati. Da più parti si richiede l'intervento dello Stato a porre ordine in una situazione che andrebbe modificata, limitando i compiti assegnati al Magistrato; ma questo andrebbe contro antichi diritti, e creerebbe anche un contenzioso con la corte di Roma, che ha pretese e voce in capitolo.10* Una Commissione di beneficenza creata dal Governatore generale di Genova con decreto del 29 novembre 1817 eroga nell'inverno successivo, a sollievo dei poveri di Genova le somme affidatele dalla generosità dei suoi concittadini . Ed elabora nel 1818 un piano di lavoro. Stende un progetto per lo stabilimento di un Istituto di Carità ad imitazione di quello di Roma , e di una Casa di Lavoro, per estirpare la mendicità, dare del lavoro a quei che ne mancano, e soccorrere tutte le classi dei bisognosi. Senza dubbio la mendicità afferma la relazione è un abuso gravissimo, e da non tollerarsi in alcuna bene ordinata società . Se è vergognoso che gli impotenti siano ridotti a questuare, esposti talvolta persino a morire di fame, non è giusto che le persone atte al lavoro vivano a carico della società, ed i falsi poveri molestino ed inquietino continuamente i pacifici cittadini. Inoltre la mendicità fomenta colPozio ogni sorta di vizio, e nuoce sommamente al buon costume . Alla base del piano sono tre punti fondamentali: 1) Proibire assolutamente di mendicare; 2) Ricevere in ospizio tutti indistintamente i mendicanti; 3) Dare del lavoro a tutti quei che ne mancano. Tutte le altre misure sono palliativi. Se per esempio si fissa di ricevere in ospizio un tale numero determinato di poveri, questo non impedisce che ne compariscano altrettanti. Essendo la vita dell'ospizio laboriosa e dura [...] non vi verranno che i miserabili; gli altri cercheranno lavoro altrove . Importante è far lavorare tutte le persone valide; nessuno ha il diritto di vivere a carico del pubblico, meno gli
10> A.S.T., 102. Il 31 ottobre 1815 la Congregazione di Carità di Genova inoltra una supplica chiedendo se si voglia creare una Giunta sopra le congregazioni e ospizi di carità uguale a quella stabilita in Torino. L'Avvocato Fiscale generale PLnelli, a cui è richiesto il 29 aprile successivo un parere, scrive il 15 maggio spiegando il ruolo del Magistrato di Misericordia, creato con decreto del Senato di Genova il 23 gennaio 1419. Mutare la situazione e limitarne le prerogative porrebbe risvegliare nel Magistrato di Misericordia la pretensione degli antichi diritti, pretensione che importa tanto più di evitare dacché potrebbe prendervi parte anche la Corte di Roma con la quale la Repubblica ebbe già un tempo qualche contestazione appunto sullo stesso soggetto. Meglio dunque lasciar le cose come sono.