Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Genova. Secolo XIX
anno
<
1994
>
pagina
<
496
>
496
Bianca Montale
istruiti dai sacerdoti delle scuole dei poveri, gratuitamente, e poi formati ai mestieri. Verranno anche assegnati lavori a domicilio. I prezzi saranno gli stessi praticati dagli artigiani della città, ed i proventi andranno in gran parte a beneficio dell'Istituto, con una quota ai lavoratori. Altri articoli riguardano gli impiegati, i bilanci, il vestiario dei ricoverati, i controlli periodici.ll)
Si è accennato solo sommariamente a questo articolato progetto perché molti altri abbastanza simili vengono proposti nel corso degli anni, senza alcuna concretizzazione delle tante idee che emergono da un dibattito ricco di voci. Alla base della lunga fase di inoperosità sta una situazione finanziaria difficilissima. H grosso problema delT esdebitazione delle maggiori opere pie stenta a trovare una soluzione, e solo verso la metà degli anni '30 si faranno proposte concrete per sbloccare la situazione. Nel frattempo ci sono ricorsi di creditori che chiedono, senza ottenerlo, il rimborso delle somme prestate: il presidente del Senato di Genova, Carbonara, nell'ottobre 1822 scrive a Cholex ribadendo che la città è impossibilitata a restituire 4 milioni e più, e gli interessi dovuti sulla somma; per fortuna il Sovrano non ha dato questo ordine, né potea darlo con giustizia . Ma non si può neppure annullare il debito, perché nessuno presterebbe più nulla in futuro, a causa del credito perduto.12*
Ci sono anche ipotesi di surrogazione del Magistrato di Misericordia che non ha proprio patrimonio, e ha forti spese di gestione. Ci sono fondazioni in Genova dette volgarmente dispense la rendita delle quali per la massima parte deve essere distribuita ai nobili poveri. Per gli altri, detratte le spese rimangono cifre del tutto inadeguate.
Il governo piemontese in una situazione tanto delicata e confusa tenta di fare luce; il 17 marzo 1820 viene disposta una prima superiore ispezione sopra gli ospedali, gli ospizi, le case di ritiro e di lavoro, de' trovatelli e d'altri poveri M
**) A.S.T., 102. Anno 1818. Progetto della Commissione di Beneficenza della Città di Genova; e, annesso, Progetto di Regolamento di Casa di Lavoro.
,2) A.S.T., 102. Cholex a Carbonara, R. Segreteria di Stato per gli Affari Interni, n. 5288, uff. I, n. 946, 18 aprMe 1822; Carbonara a Cholex, 7 ottobre 1822. Domenico De Marini, decurione della città di Genova, creditore, invia il 7 settembre 1822, un reclamo in cui afferma di aver impiegato la somma non a fondo perduto, ma restituibile a base dei contratti . Bloccata la situazione debitoria, ma anche i crediti: il governo di Napoli deve somme rilevanti all'ospedale degli Incurabili, a Pammatone e all'Albergo dei Poveri.
13) Raccolta degli Atti del Governo di S. M. il Re di Sardegna, Torino, Ferrerò, 1845, voi. X, Regie Patenti 17 marzo 1820, p. 147, n. 1018.