Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Genova. Secolo XIX
anno
<
1994
>
pagina
<
497
>
La mendicità a Genova
497
Un Regio Biglietto di Carlo Felice del 22 aprile 1822 pone fine ad una sovvenzione annua di 380.000 lire da parte del governo alle maggiori opere pie di Genova. Dal 1 maggio successivo è decretato un aumento sui dazi che costituiscono l'imposta municipale e la cessione a favore della medesima (città di Genova) di lire due fuori banco per ogni mezzarola di vino (biglietto del 22 marzo 1822) che accrescono considerevolmente le rendite comunali. Per cui l'onere del versamento delle 380.000 lire passa a carico del municipio. Parallelamente il governo concede 970.000 lire per il porto.14)
Tutti comunque rilevano, in questi anni, che a Genova abbondano eccessivamente i poveri ; anche perché attorno al porto ligure convergono abitanti dei dintorni e dell'entroterra in condizioni di estrema miseria. È del 1822 un Progetto per estirpare la mendicità nella città di Genova che fa cenno, nella parte iniziale, al modello di caritatevoli stabilimenti nelle principali città d'Europa. Il manoscritto anonimo sottolinea come giungano dai forestieri lagnanze delle importune questue che fanno di giorno e di notte li molti poveri, la maggior parte dei quali per effetto di vizio si sono dati a mendicare, come ad una professione meno faticosa delle altre . È comune questo giudizio di condanna, che non tiene sufficientemente conto delle cause della diffusa miseria. Genova è certo provvista di più stabilimenti : il progetto parla diffusamente del più importante, l'Albergo dei Poveri: si ammette che il trattamento non invoglia gli ospiti a rimanere; il nutrimento è scarso, i ricoverati deperiscono ed aborriscono questa soluzione.15) Secondo l'estensore delle note, l'Albergo non è solamente un ospizio di poveri, ma, in mancanza di soluzioni diverse serve anche come casa di correzione per donne di cattiva vita e ragazzi discoli; e non mancano anche gli inabili. Le donne sono impiegate in lavori di calze, fiori finti, ricami, tessitura; gli uomini in lavori artigianali (calzolai, sarti, falegnami). Lavorano poco, e molti sono invece gli esercizi religiosi, a guisa di convento v>. La memoria si occupa della gestione di questo importante ente, e presenta suggerimenti molto simili a quelli proposti nel 1818: proibire la questua, espellere i non genovesi che devono comunque rimanere a carico dei comuni d'origine, ospitare gli altri all'Albergo o comunque farli lavorare. Si suggeriscono i modi per raccogliere i mezzi
M> Raccolta degfi Atti, eie, voi. XII, p. 309. Regio Brevetto 2 aprile 1822, n. 1350.
5> Ji costo medio di un ricoverato sano si aggira sui 45 centesimi al giorno. Una cifra del genere non sembra consentire un trattamento sufficientemente confortevole.