Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Genova. Secolo XIX
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1994
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Bianca Montale
quella di Nostra Signora della Provvidenza, che raccoglie contributi dì privati per curare i malati a domicilio.20*
Il ministro Escarène, nella sua lettera circolare sul modo di provvedere al sollievo e all'assistenza dei poveri, del 28 agosto 1833, ribadisce la necessità di togliere alla vista del pubblico il miserabile ed obbrobrioso spettacolo della mendicità che va eliminata con la primaria educazione , innanzi tutto, che deve essere affidata ai religiosi. Lo Stato vuol rimanere estraneo al problema, che richiede un forte impegno di natura finanziaria. A Torino, frattanto, il Vicariato ha concesso a determinati poveri il permesso di questuare.21)
I dati statistici sul fenomeno della mendicità in questi anni sono scarsi; più precisi quelli sui poveri ricoverati negli istituti di beneficenza. Ma è difficile se non impossibile censire la diffusa miseria che spesso non appare.
Michele Cevasco, nella sua Statistique de la ville de Génes indica per il 1836 il numero complessivo dei mendicanti, suddivisi per quartieri: evidentemente le commissioni secondarie sono operanti, e registrano almeno i poveri autentici e accertabili. Luigi Zenone Quaglia giudicherà qualche anno più tardi attendibili le cifre indicate nelle tabelle del Cevasco stesso.22*
II 1835, che è anno di grave crisi per Genova anche per il dilagare del colera, vede un improvviso risveglio di proposte, di piani, di iniziative per realizzare un deposito di mendicità e affrontare il problema della miseria. Il 2 febbraio l'Intendente De Marini inoltra a Torino una memoria sull'ordinamento della mendicità, già letta dinanzi alla
Gazzetta di Genova, 7 giugno 1834. È allegato al giornale un rendiconto annuale dell'associazione: tra i sottoscrittori figurano il re di Sardegna, il cardinal Tadini, ed esponenti dell'aristocrazia, <lel commercio, delle professioni liberali. Nel 1833 sono assistite a domicilio 756 persone, di cui sono specificate le malattie. Il bilancio, in pareggio, è di L. 8.965,93.
Compilazione degli Editti e Patenti di S. M. il Re di Sardegna; ordinanze e proclami di S. E. il Governatore del Ducato di Genova; voi. 36, Genova, 1833, pp. 157-176.
Manifesto dell'Ufficio del Vicariato di Torino, 10 dicembre 1831: i poveri ai quali sarà permesso di questuare riceveranno dall'Ufficio un pezzo di latta gialla, che dovranno constantemente tener affisso sul petto al lato sinistro . Vedi Raccolta degli Atti, cit., Torino, 1848, voi. XXI, p. 625.
22) Il numero dei mendicanti indicato dal Cevasco 2.698 sembra a Quaglia non rilevante, considerando la popolazione complessiva del circondario che ammonta a circa 145.000 abitanti (anche se i residenti nella città sono nel 1836 94.488). Vedi LUIGI ZENONE QUAGLIA, Poche parole sulla mendicità, in Rivista Ligure, 1843, pp. 113-120.