Rassegna storica del Risorgimento

RICCI VINCENZO ; V
anno <1921>   pagina <252>
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252 Paolo Nnori
niciosa negli studi religiosi la novità la quale fu sempre, ri­spetto alle materie ecclesiasfcjlij, la primogenita della superbia ; penetravano in tutti gli ordini fella società dai nobili fino ai facchini e nell'ausilio dell'elemento femminile più facile all'im­pressione del sentimento, seppero trarre un mezzo clMWnuarai in tutte le famiglie , portandovi non sempre spirito di concordia, con pratiche vjirie, suscottjibili di non lievi meonvesftentì.
Particolarmente si rese notoria la frazione inlirnaigiìé déltìte congregazione del B. Leonardo capeggiata da un tal prete Storia, e Sifà/rlmno fu denominata una fanatica concezione che si espri­meva con pregliiere all'Altissimo perché papa Pio non dive­nisse empio e perdesse la fede e con le * orrencle- Ssoluzioni che riguardavano il sesto precetto. (1) In breve i Gesuiti par­vero i padroni del campo, perseguitando il vecchio e dotto clero non immune di Giansenismo, (2) immischiandosi audacemente, con un'ingerenza già lamentata dal Botta, nelle elezioni dei ma­gistrati, offrendosi agli organi direttivi della polizia per tutte le informazioni e notizie che lor; Occorressero e giovandosi
(1) Vedi per contro lo scrMo upològetfòS di Ci. FRASSIKETTI, Memorie in­torno atta vita del sac. Luigi Sturla. Genova, Tip. della Gioventò, 1871.
(2) Uno studio siri giansenismo ra Liguria darebbe Forse risultatinon in­feriori a (nielli resi noti,, por la Lombardia, dagli studi penetranti di attore Bota. Ol* pei? ora. gli accenni intérììssaiiti É SirnvisMiNi., MiàMcJm e docu­menti sulla giovinezza di G. Móisini, in SimtììWonfàk :(à veiÉnoeiy S pvj0! e segg.j 3?..ij. t:tseppo MaszÌnÌ:W.k6 prhna firn-dà suo pensiero letterario. Milano. 1919, pp. 28-29 e N. RODOJJGO, Gli amici e i tempi di Sci­pione dei Ricci; sagjio sul (fUrnseiMstno italiano, Firenze, Le Mounier, 192; pp. 184-210. GJH' uno del più óailconsiglieri del Manzoni nella sua conversione fu il ligure e giansenista. Eustachio Degola. (Of> A. J>E GFBTCRNATIS. Denota, il clero cQsUUisUmale e la conversione della famigliti Manzoni, Fi­renze, Barbera, 1882) ai giansenisti Do Scalzi e Do Gregori il Manzini confes­serà di esser debitore della prima base' dei suo pensiero, religioso Cf. lo iillè-morieMaterne; m tcs. Mvfàm, 'M0Wni(>:,M- Sansoni, iflDSj 1, ; XIII, e segg. e ora Fa. LAXDOGNA, Gius. MaMite È pensiero yiansetiìicOr'BoUìun, Zanichelli, I21j. Notisi por altro che il Gioberti fn tutfc*:are che'Mnewórfl Giansenismo, Dove il Giansenismo fu più in rìore. Ivi il feutàismo sotttìntra-togH imperversa pìn soawnente, e porlornia ohe par ohe vòglia auimnsMrarvisi colle proprie numi. Citerò ad esempio Genova e Pistòla . E altrove attenua as­serendo che L'autorità probatoria * di parecchi Ghuiseoisti (non dico tatti) sa? rebbe da anteporre mille volto a quella dei Gesuiti . Cf. Gesuita ModernQs IL 447, n. j 821, n. 2.