Rassegna storica del Risorgimento
RICCI VINCENZO ; V
anno
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1921
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pagina
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255
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Vincenzo Ricci e u U Gesuita Moderno 255
Il fatto che lo Zacchia non ricorda esattamente il nome del Ricci può far pensare che questi non fosse troppo assiduo alle adunanze o non vi avesse una parte preponderante. Ben poteva il Ricci, scrivendo all'avvocato generale che in confidenza ne lo avvertiva, osservare che si fatte dicerie potessero esser nate dall'aver conosciuto in casa del barone Maglietta l'avvocato Ber-ghini il quale asserirà essersi recato in Torino per prendere la conferma della laurea e l'aveva richiesto d'informazioni in= torno agli esami ed alla spesa relativa: ebbe perciò occasione di vederlo più volte, ma giammai tenne con esso discorsi politici non ignorando ch'egli ora bandito da Parma ; persona d'altra parte che "sembrava insospettabile,, poiché frequentava molte case onoratissime, e tra l'altre quella del comandante la città e provincia di Torino, e del cav. Grillo consigliere di stato . (1) Ma una nuova testimonianza attesta dei sentimenti del nostro Ricci: è lo stesso famigerato Raimondo d'Oria, chiamato da non molto agli onori di una triste notorietà, che in una lettera da Klagenfurt al suo confidente Giuseppe Cavalieri, scritta il 27 luglio 1833 parla d'un Ricci qu'il dit appartenir à la secte des Carbonmi, et sur le compte du quel il s'exprime de maniere à fair croire qu' il est employé dans le Fix crimine! de GèneS, et qu' il a trovatile anx procès politiques, ce dont Boria se montre ti'ès surpris . (2) Circostanza questa che risulta confermata
(1) FJSD. DON AVER, Nel tempo ecc., COI, p. 67, n. 1. È da notarsi che fu l'avvocato Carlo Pinchia, (1804-187) a trattenere nel 1835 mia lettera vivacissima ifel: Biecj .conico la censura piemontese e a consigliargli che usasse prudentissimamente nel diseorao e nel tratto avendo saputo di buona sorgente essere Egli in grandissimo sospetto . La corrispondenza riservata e diretta del Pinchia, amicissimo del Gioberti e di numerosi compromessi nel '38, (Lettere di It GIOBERTI a P. Ih Pinetti, Torino, 1913, pp. XXVIII, XXXI, 47-49, 68, 73, 84. 89, 91, 112, 176, 177. 5179. 185, 200), con il Ricci, riconferma indirettamente la congettora delle relazioni Gioberti-Ricci prima del 1833 e direttamente i fondati sospetti della polizia. L'amicizia del Ricci per il Pinchia durò i ni ntcrro tta per molti anni e, come vedremo, del Pinchia si serve il Ricci per far giungere sicuramente all'esulo Gioberti talune informazioni sui (Resulti in Liguria.
(2) Da una lettera del La.sowrhin à S. E. Monsieur le Mwqim Paolwxi Qouvermur Generate de Qénw. l'urìh, le 2 settembre 1883. (R. Arati, di Stato, Genova, Sala 45 (990) 11, 37.