Rassegna storica del Risorgimento
RICCI VINCENZO ; V
anno
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1921
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pagina
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256
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86 Paolo Negri
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dalla trascrizione che il Ricci potè fare del nome di condannati del lm (1)
Indubbiamente adunque il Gioberti e il Ricci furono coinvolti nei processi del W>3 piti gravemente il primoy meno il secondo; ed è prova della relativa mitezza adottata dal governo in quei frangènti sia il provvedimento economico preso per Oio-berti che ripeteva quello usato da Carlo felice per Mazzini come l'esaurimento dell' incidente Ricci con un semplice ammonimento. (2) Ma gli spiriti indomiti del nobile ligure non rimasero celati in due altri incidenti, ov' egli usò parole forti e altere, insolite per le cancellerie burocratiche. È però certo ornai che l'esilio del Gioberti quanto la mancatagli assegnazione della cattedra di filosofia a Pisa non possono più addebitarsi alla inframmettenza dei Gesuiti; (3) e risalta altresf che fin d'allora il Ricci seguiva con occhio vigile lo sviluppo crescente e travolgente della Compagnia di Gesù. (4)
(1) Archiviò Rieti, Museo del Risorgimento, Genova*Sentenze contro alenili inquisiti del 1833 emanate in Alessandria il 5 e il 9 settembre 1833, trascritte di mane di T. .-Ricci - n. 3611. Lo stesso Ricci, in una lotterà del 22 marzo 1860; scriveva: Fin dal 1833, come magistrato, protestai senza esitazione canteo gli arbitrii sanguinari di quel tempo in (G, DB-NBGBI), H marchese V. Ricci, ovvero tre M'usiri eontemponmei al tribunale della verità, Genova, Sordo-Mintii 1863, p. 46 e p. 6.
(2) Lezio, op. olt., pp. 498~i9: PONAY*BRJ Op. éifey p. 34.
(3) Lettere di VMOBWRTT a Éi D. Plneìli, pubblicate con prefazione e note da V. GIAN, Torino,. 1913; (Pubblicazioni del comitato piemontese della società: per la storia del Risorgimene -Italiano, 1 lett. XXXVllf, S gin? gno 1842, pp* 125-126; XXXIX, 24 agosto 1842, pp. 127-120 ,2GL, 23 febbraio 1843, pp. 133-134; XLU, 29 dicembre 1843, p. ISlyWGt. BJSTII.IS. DOC ptemi delta vita e détte idee dì V. Gioberti., Pisa. 1915 (Kstr. dagli Annali delle Università toscane XXXIV); B. SPAVENTA, La poUtìea dei gesuiti nel sec. XYÌ e nel sec. XIX, Roma, p. 253, sg.
(4) Il conte Domiziano Mola dì Larisse olio fu poi magistrato scriveva al Ricci nell'aprile del 1835: 11 p; Monini, quel moderno nostro Bordalo ne, ha ottennio il palpito di Giovanni per la Quaresima del 1837. Il trionfò della setta è per ogni dove, essa atterra ormai gli emuli suoi, i suoi avversari. Un mi mino a questa parte la di lei preponderanza si ò stabilita sn fermo basi e goal a ehi s'attenta di muoverle guerra. Essa e. tnrbiue cho tutto travolge < CJf. fiso. DONAVRR, Un corrispondente, lorinese di V, Bicci: Domiziano Mola di Larissé in Basa. fcptì 68-69.