Rassegna storica del Risorgimento

LEGA DOGANALE ; MORICHINI CARLO LUIGI
anno <1914>   pagina <638>
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638 Femmèa Gentili
questa una prova della necessità di evitare le discussioni speciali nelle presenti preliminari trattative, vedendosi chiaro come da tuta questione se ne generano altre clic pnr bisogna rimettere ad un congresso di tutte le parti interessate.
Venendo ora alla terza questione della base del riparto dei prodotti doganali, qui certo fa d'uopo combattere virilmente il principio messo avanti dal Governo Sardo dell'attualità dei prodotti lordi,* e primiera­mente è giustissima l'osservazione di Mg.r Corboli, di essere impossibile l'applicazione di questo principio per la diversità delle tariffe dei diversi Stati, ma bisogna pur svellere dal fondamento V idea del Governo Sardo, che la inferiorità dell'Am.ne Doganale negli Stati Pontifici e Toscani gli possa essere pregiudicevolèrnel riparto che si facesse in ragione di po­polazione. Non dissente primieramente il Governo Sardo, che i consumi nei diversi Stati d'Italia si livellino colla popolazione, e poiché i pro­dotta doganali sono come i consumi, ciò basta a dimostrare la giustizia del principio, che vuol sostenersi dal Governo Pontificio. Se poi vi è discrepanza nel Regime Amministrativo delle Dogane, ciò appunto deve scomparire sotto il sistema della Lega Doganale, e questo è uno dei be­nefici! che ciascuno dei Stati, che entreranno a comporta, si attendono dalla medesima. Mg.r Corboli si fa il quesito se quale garanzia avrebbe il Piemonte dalla buona amministrazione Doganale nei Stati Pontificii dopo fatta la Lega, e teme che la questione possa complicarsi con altra, che crede non meno grave, della reciproca ispezione di ciascun Governo sull'Amministrazione Doganale degli altri:, ma il Pro-Tesoriere crede che tale reciproca ispezione sia giusta e necessaria è: che un numero d' impiegati principali debba spesso cambiarsi per sorvegliare in specie la custodia dei confini, e la tenuta dell'Amm.ne.
Se si considera che una Lega Doganale porta seco una certa comu­nione d'interesse, e che è lina specie di Società, nella quale ciascuna delle parti sociali è in diritto di conoscere il fatto suo, e d'invigilare pel migliore andamento, si ravviserà egualmente, che questa reciproca ispezione quanto è giusta altrettanto è utile e necessaria, e che senza di questa si correrebbe il rischio, ohe ciascuno Stato si rendesse tra­scurato in casa propria, sapendo di non dovere sostenere che la minor parte del danno della sua trasouranza. Come sta dunque nel principio di una Lega Doganale, che tutti gli Staiti che la compongono siano soli­dali fra loro del bene e del male dell'Amm. ne, cosi g viene per con­seguenza della uniformità del sistema amministrativo, che componen­dosi con quanto vi è di meglio nei regolamenti di ogni Stato, diverrà mi­gliore per tutti. Il timore dunque del Piemonte per- la inferiorità del­l'Amm. ne Doganale Pontificia o Toscana aon potrebbe esser fondato che sulla falsa ipotesi che ciascuno Stato dovesse conservare nella Doganale