Rassegna storica del Risorgimento
RICCI VINCENZO ; V
anno
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1921
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pagina
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265
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Vwicémo Ricci e " 11 Gesuita Moderno 265
ed ò a credere ohe non soltanto gli esponesse le ragioni per le quali non poteva accettare il suo consiglio, come aveva già fatto con il Massari, con il Pinelli e con aitai amici; ma che lo richiedesse di altri e piti particolari schiarimenti necessari alla sua tesi. Di ciò porge sicura testimonianza la seguente re sponsiva del Ricci, il quale, come ben si vede, si era alacremente adoperato in questo; intervallo di tempo per appagare i desideri dell'amico con maggiore larghezza di quanto egli avesse spellato. In questa lettera il Ricci si rivela inconfutabilmente autore della memoria sul gesuitismo in Liguria che contiene gli apprezzamenti e i giudizi cosi gravi di cui abbiamo parlato nella prima parte di questo saggio, e ci dice del metodo, severo e prudente, seguito nell'elaborarno i risultati, dopo una indagine accurata e attivissima.
Cevrino e preg.mo amico,
Bispondo alle due vostre del 7 e 15 maggio si tardi non per traseuranza, ma per ottenere notizie precise, e quanto lo concede una folla di aitai piccoli affari. Non fui per altro neghi toso, e fin dal 20 maggio feci pervenire all'avvocato Pinchia una lunga memoria che vi trasmetterà contenente la storia municipale del Gesuitismo. Essa è scritta di primo getto, e quindi disordinata ed incolta nalla forma, ma esatta, e frutto di accurate indagini. Lettala, ove vi occorrano delucidazioni su qualche punto non avrete che indicarmelo; ma, ripeto, quanto ai fatti sono precisi. Ho tralasciato tutti gli aneddoti e tuttociò riguarda peifon Vi ho unito 11 diversi opuscoli in proposito. JVa questi un indice di lettere dì S. Carlo Borromeo dalle quali risulta che già verso la fine del secolo XVI questo luminare della chiesa credeva necessaria una riforma nel governo Gesuitico; da esse appajono, 0h intrighi, la uiUfr, e gli eccessi loro, ed i gravissimi, disgusti dati al Santo. Senza dubbio già vi saranno note, a me pajono tali da toglierne poderosi argomenti, trattandosi di fatti indubitati, e della testimonianza di personaggi ini-, ponentissimi per dignità, scienza e pietà, doti possedute in grado eminente.
La data della morte del Marchese Gian Luca Durazzo è il 26 Dicembre IMO. Di quanto già vi ho scritto sono moralmente Sicuro,
Qui corre voce di un fatto non improbabile perché pari a