Rassegna storica del Risorgimento
RICCI VINCENZO ; V
anno
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1921
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pagina
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273
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Vincenzo Ricci e u 11 Gesuita Moderno 2fà
cabale. II vescovo loro accordava che fosse cosa architettata dai gesuita, e quindi doveasi usare prudenza, onde non nascessero scismi nel sacro gregge. Bisogna sapere che òvvi un pastit-o diabolico ed è quello dei gesuiti, il quale va predicando una morale diabolica: ed è di svelare il complice nella confessione; e questa dottrina fu predicata da taluno nella propria parrocchia.... Sento pur dire dai bnoni e veri teologi fecero bene: avendo pur detto che se il vescovo non ponesse freno agli altri, questi qui sarebbero disposti a ricorrere a Roma e a Torino.... Invero non si supponeva tanta energia nel nostro clèro, ai tempi correnti, ove ognuno si fa una legge di silenzio anco in cose delle più sante e sublimi verità.... Si sa come vari prigionieri abbiano rigettato il confessarsi nei soliti Jor giorni... . E più tardi, il 23 ghigno 1838 aggiungeva: [E uscita] una pastorale del Cardinale, diretta ai parrò chi che si presentarono reclamando contro la fazione opposta, per la predicata dottrina di questa dell'obbligo di svelare il complice in confessione. P. es. uno che si confessasse d'aver rubato in compagnia d'altri, se i! confessore il richieda bisogna dire chi sia. Oh che roba! e i 33 parrochi che si presentarono confutano una tale dottrina. La pastorale slitta sulla questione: solo esorta alla pace ed unione ecclesiastica.... Il Cardinale è troppo vecchio per agire con la debita energia, per quanto conosca i sani principi, almeno un tempo li sfoggiava; ora poi ta-iunide' suoi beuevisi gli fan fare qnel che vogliono.... . (1)
Altri segni della scrupolosità e imparzialità del Ricci sono l'incontentabilità critica della sua ricerca che si rileva, ad es. dalla limitazione al numero dei gesuiti denunziati come esistenti in Liguria, dalla asserita e smentita rivalità tra Gesuiti e So-
(1) Cf. La madre di Giuseppe Mazzini. Carteggio inedito del 1834-1839. Con prefazione e note dì A. Luzto. Torino, Bocca. 1919, pp. 199-200, 203-201. L'atteggiamento di P. M. Tacimi, cardinale di Genova non e ben chiaro. Fautore ardente della disciplina predicata dai Gesuiti e dal Frassineti fino a dettare le regolo della Confraternita del Beato Leonardo da Portomanrizio (cf. n. 2, p. 260) e ancora vacillante nelle lettere del Ricci, pubblica poi la calda difesa del clero genovese contro le accuse di giansenismo lanciate dai Gesuiti e giunge più tardi a far pubblmlie lodi del Gesuita Moderno, ove il Gioberti (IV, 367) diceva il nomo di lui cosi caro e venerabile ai bnoni . A porlo a fianco del Gioberti contro i Gesuiti contribuì forse in modo decisivo la denunzia del complice in confessione imposta ai penitenti e i perniciosi effetti, denunziati dal JtioGi e dalla Mazzini, ohe no derivarono.
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