Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno
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1995
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pagina
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154
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154 aan Luigi Bruzzone
l'art. 133 ove è detto che la disposizione sovrana che cancelli un'azione dalla classe dei reati e ne abolisca la pena, toglie di diritto tutti gli efletti del procedimento e della condanna ecc.; gli artt. 157 e 468 ed altri .20'
Ove la proposta fosse stata accolta, si poteva prevedere che gli esiliali spinti da retta intenzione e dall'amore per la patria, sarebbero venuti ad ingrossare le file della legione italiana compatta contro il nemico comune. Adesso tutti si sentivano italiani e sembravano intendersi.
Nel frattempo la situazione italiana si era velocemente sviluppata: da gennaio erano scoppiate le insurrezioni a partire da Palermo, in febbraio ed in marzo Ferdinando II, Leopoldo II, Carlo Alberto e Pio IX avevano concesso la costituzione, l'Europa intera era in subbuglio.
Negli ultimi due numeri de La Lega italiana l'editoriale del Bettini s'intitolava Lega e guerra. Il 23 marzo Carlo Alberto aveva dichiarato la guerra all'Impero austriaco, il 26 seguente entrava in Milano, il 31 inseguiva l'esercito comandato dal Radetzky etc. Erano state indette altresì le elezioni ed a Genova il 3 aprile si era costituito un Circolo Nazionale il cui scopo come fa intuire l'attributo non si limitava a dirigere le imminenti consultazioni. In tale frangente l'editoriale si rivolgeva agli elettori ricordando loro come avessero una patria e la sovranità di se stessi limitata soltanto da quelle leggi che si sarebbero autoimposti. Il primo dovere era quello di scegliere i rappresentanti capaci di porre le basi alla propria felicità e dirigere col governo gl'interessi morali, politici, civili ed economici: se infatti lo schiavo si può considerare una macchina passiva, l'uomo libero ha un'anima razionale, responsabile delle proprie azioni, teso a perfezionarsi moralmente. Ora s'offriva l'opportunità dì scegliere liberamente: c'era da ringraziare la Provvidenza e da ricercare quei candidati atti a guidare la complicata macchina di uno Stato nascente a grandezza e a libertà.
L'uomo che sceglierete dee sopratutto sapersi inalzare all'importanza, alla grandezza dell'epoca attuale. Non si tratta sol del presente, si agitano i nostri futuri ed eterni destini, si tratta pur del passato, perché dal presente giudicheranno le nazioni ed i posteri se fummo schiavi badanti la catena o se ci era dovuta un'altra sorte, se i nostri tiranni aveano ragione a conculcarci nel loto, o se era delitto nefando l'estinguere anime viventi, se le nostre glorie passate erano ben nostre o effetto di caso, di barbarie altrui, di clima, di destino. L'uomo che sceglierete deve conoscere il senso morale dei popoli, Ì diritti, le relazioni, le convenienze della nazione complessa, come si unifichino nelli interessi della gran patria italiana quelli del Piemonte e della Liguria [...]. Saran sottoposti alla di lui discussione gli interessi più eminenti: ordine nuovo interno, e per interno amore non solo quello dello Stato nostro, ma ben anco quello dell'Italia intera; relazioni estere; dovrà applicare l'esperienza, t lumi e l'ingegno ad ogni ramo della cosa pubblica, esaminare i bilanci dello Stato, migliorare la pubblica amministrazione, provvedere all'incremento del commercio,
* Proposta confidente, ivi, I, 22, 23 febbraio 1848, p. 118.