Rassegna storica del Risorgimento

RICCI VINCENZO ; V
anno <1921>   pagina <274>
immagine non disponibile

274 Paolo MgH
maschi in Genova e da ulteriori accertamenti ch'egli si proponeva di compiere. E uomo di fede apertamente e fermamente profes­sata era il .Ricci, (1) e le sue denunce si imponevano a lui come preciso imperativo di coscienza, per il miglioramento della disci­plina ecclesiastica rilassata. La storia municipale del gesuitismo ligure > del Bice-i è infine assai importante come storia dell'am­biente ligure di cui egli fu uno dei più eminenti capi come pure, nelle lettere, gli accenni diffidenti e quasi disperati per il governo di Carlo Alberto specialmente nel campo amministrativo, ov'è giu­dicato inferiore alla Prussia e all'odiata Austria; e vi ha tanta ama­rezza da far pensare a un sopravvivente municipalismo ligure, acu­tamente studiato in carte tuttora inedite, se le invocazioni del Ricci a una politica apertamente liberale e tutta la sua vita intemerata non rendessero il Ricci superiore ad ogni sospetto. Mal veduto come il Gioberti dalla Corte di Torino, pine in questi anni che sono la vigilia delle grandi riforme e delle grandi trasformazioni, era naturale che nutrisse fino all' ultimo un forte senso di dub­bio sulla sincerità delle intenzioni dell' Italo Amleto ; osser­vando con singolare proveggenza come le esitazioni, i ritorni e la poca consistenza delle riforme accordate dal re potessero pro­durre sulle popolazioni d'Italia un effetto dannoso e discorde e
(1) Oltre le proteste religiose della prima lettera pili innanzi riportato, in pfiì luoghi del Suo copii.su epistolàrio inedito il l;ti.--Ì afe'M hi. Siin Pernia
credenza di cattolico. Trascelgo la seguente. Educato nel catto! icisino, ijB pernaso di quella- fedo non ho vergognato mai farne modesta ma aperta pro­fessione. Nelle convinzioni religiose, nelle relazioni fra Dio e gli nomini non devono né possono introdursi considerazioni umane; ma sotto il rispetto so­dale, ed anche storico, credo che la religione cattolica, ove non fosse, por l'intrinseca sua essenza, lnce commune a fcMfci gli nomini, potrebbe per l'au­stera ma generosa stia morale, por la maestà del riti, per le sue tradizioni e sede, quasi direi per conformiti di genio, chiamarsi la religione Italiana. Io tengo il governo civile debba Intromettersi il men possibile nello coso reli­giose; ma erodo del pari sconveniente confondere i precetti spirituali con ter teressi meramente umani e temporali, e clic l'osteggiare ed il maledire, sotto colore di religione, ad ogni alta e generosa idea, a tutta i bisogni ed anche desideri della civiltà, ad ogni palpito italiano, sia la peggi or, delle ipoiRri'sie od almeno delle stoltezze *. Da una lettera-programma elettorale a Massimi­liano Spinola, Genova.. 22 marzo 1860, conservata autografa netta Mililiotoca Universitaria di Genova. Autografi Itiwginianlo, n. 88 e riprodotta in Gr. DM Nettar, i? Marchene Bwl, Alfe p. 46 e segg.