Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno
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1995
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pagina
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156
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156 Gian Luigi Bruzzone
usciva il quotidiano II Pensiero Italiano con le medesime caratteristiche e continuante la medesima numerazione. L'editoriale con linguaggio ispirato prevedibile, date le circostanze enunciava gl'intenti e dichiarava nemico chi avesse innalzato il vessillo della discordia. Poche giornate italiane avevano coronato l'opera di Pio IX:
L'Italia seppe fare da sé e Dio fu con lei. Il pensiero italiano si palesò intero nella vittoria del popolo, brillò a un tratto in tutte le menti, fu sentito in tutti i cuori, parlò da ogni labbro italiano indipendenza, unificazione politica, emancipazione completa, Italia costituita a nazione, messa a capo della terza civiltà. Quel pensiero che nell'Italia dei Cesari fu grandezza, nell'Italia repubblicana fu libertà, nell'Italia dei Papi fu unità morale quando il diritto della forza bruta dominava il mondo, fu forza quando i Pontefici resistevano alla barbarie alemanna; quel pensiero che dominò le menti di tutti i grandi italiani, da Arnaldo a Dante a Machiavelli e Campanella [...]. Il pensiero italiano è uno, indivisibile, lo distrurrebbe chi volesse considerare un lato solo della gran piramide eretta dai secoli .26)
Fra i personaggi ed i politici italiani, il ruolo di Carlo Alberto appare essenziale e la sua condotta generosa, giacché si chiama colle parole e coi fatti il campione della libertà nazionale, perché lascia libere le volontà, rispetta i diritti, proclama la sovranità dei popoli. In faccia all'Europa si fa vindice delle nazionalità [...] dovunque sorgenti a proclamare il diritto incancellabile, ad abbattere le tirannidi .27) Se difende la causa italiana, Carlo Alberto rispetta però i diritti dei popoli; li desidera liberi, indipendenti di pensiero e di azione nello scegliersi la forma di governo preferita.
Forse memore dell'ode manzoniana Marzo 1821 edita appunto nel '48 (ma nota anche in precedenza), l'Italia viene definita una di mente, di cuore, di volontà, come di sangue, di lingua, di religione, di posizione cosmografica (.sic) .28) Inutile precisare che essendo l'Italia settentrionale circondata dalle Alpi, sarebbe auspicabile un governo compatto, capace di coniugare all'unione-la forza e l'abituasse a sentirsi una e grande.
Connesso a tali problemi era il ruolo sino allora svolto dal Metter-nich, peraltro congedato dall'Imperatore il 14 marzo 1848: erede del dispotismo napoleonico, l'azione del principe era destinata al fallimento:
La dissoluzione dovea seguire dappresso l'opera sua, perché sta scritto: Amerai. Mettermeli fu di genio del male nel coordinamento europeo e facciam gran onore a chi non ebbe un'idea, non fissò neppure un fatto, ma continuò a caso senza sistema il fatto della invasione che si prolungava da otto secoli.
23 Sotto la testata, come già sotto La Lega Italiana, campeggiano i motti: L'Italia farà da sé di Carlo Alberto (a sinistra) e Dio è con noi di Pio IX (a destra).
26) Genova 17 aprile, da II Pensiero Italiano, I, 67, 18 aprile 1848, p. 329.
27) Carlo Alberto e l'Italia, ivi, I, 69, 20 aprile 1848, p. 337. > Ibidem,