Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno <1995>   pagina <163>
immagine non disponibile

Filippo Bettini giornalista 163
nel nostro foglio, noi che siam certi essere consentanei e concordi in questo i sensi di Genova nostra, accettiamo quel programma e per mo­strare ad esso la pia completa adesione lo riproduciamo per intero .50) Due giorni appresso, avendo il filosofo pubblicato un altro scritto tutto improntato di quell'affetto vivissimo verso la patria italiana, che è lo scopo dei suoi studi e de' suoi sudori, dettato con quel tatto pratico delle cose e degli uomini che è l'esigenza dei tempi e con quella persua­siva amorevole che sta nel suo carattere , Il Pensiero Italiano volle an­cora riprodurne i passi salienti.50
Se non andiamo errati, il Bettini mostra una più spiccata propensione per i risvolti di diritto costituzionale. Durante gl'iniziali fervori, prima ancora della guerra, si era parlato di una Dieta dei popoli in Roma che tendesse all'unione, migliore se possibile di quella costituita a Francoforte per la Germania. L'iniziativa presto s'arenava e così il Bet­tini partiva alla carica. La Dieta sosteneva doveva essere più di popoli che di governi, tutti uniti in unico intento, vale a dire fissare il diritto pubblico nazionale interno ed esterno. Essa doveva
rendere uniforme la legislazione in tutte le sue parti, che l'amministra-tivo intero fosse uno solo e quindi uno il sistema doganale, la legge sull'orga­nizzazione dei comuni eguale, provvedere che i trattati colle estere nazioni fos­sero in nome e nell'interesse della nazione; fissare le regole di futura unione, cioè in che modo abbia ad incorporarsi di mano in mano (mi piace usare le parole del Gioberti) uno Stato coll'altro, sicché infine l'unità politica sottentri all'unione federativa; stabilire che la nazione sìa unica erede del trono all'estin­zione delle famiglie regnanti; caso che può verificarsi ogniqualvolta una dina­stia si estingua o si mostri incapace o si creda indegna di adempiere il suo ufficio; provvedere ad altri infiniti interessi che meglio vedranno governi e popoli con armoniche intenzioni. Questa Dieta sarebbe opportuna fin da prin­cipio, perché la nazione si sarebbe mostrata tutta di una sua opinione, la guerra sarebbe stata amministrata con più solerzia per tutti, e sarebbe già vinta, poiché le diplomazie non vanno collo slancio dei popoli.52*
Il fine cui tendono i popoli nel ricostituirsi della nazione è il pieno esercizio di ogni facoltà umana, in primis quelle intellettuali.
Or questo pieno esercizio, questo completo sviluppo non potrà mai rea­lizzarsi sotto qualunque governo che possa operare ad arbitrio, perché l'arbitrio
50) Genova 2 maggio, ivi, I, 80, 3 maggio 1848, pp. 389-390.
51> Genova 4 maggio, ivi, I, 82, 5 maggio 1848, p. 397. Fra gli altri servizi sul Gioberti menzioniamo lo spazio dato alla visita di lui a Roma il 29 maggio, ivi, I, 112, 6 giugno 1848, ,p. 527.
) Unione e guerra I, ivi, I, 91, 16 maggio 1848, p. 435. In questo scritto il Bettini, polemizzando col foglio toscano Italia precisa di adoperare sempre il ter­mine unione e non aggregazione delle province lombardo-venete al Piemonte e alla Liguria. Dopo il Congresso di Vienna aggregazione ha infatti assunto una valenza equivoca.