Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno <1995>   pagina <165>
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Filippo Bettini giornalista
anzi in faccia all'umanità di aver guarentigie ragionevoli, perché tutta Italia e la civiltà le vogliono amplissime, perché si vuol entrare nei veri principii del diritto costituzionale secondo la natura delle cose, perché se il nuovo regno italico non sarà nelle sue basi conforme ai tempi, ai bisogni, ai desiderii del­l'umanità al progresso della civiltà non avremo né quiete assicurata, né con­tentezza, né stabilità nella cosa pubblica. Noi abbiamo una opinione ben più grande che non hanno il Subalpino del governo di Carlo Alberto, dell'Italia e di noi stessi .SS)
Innumerevoli elementi di divisione, più che la lotta con lo straniero, minacciavano la rovina dell'Italia e a spezzarne il vincolo nazionale. Anche la questione teorica sul reggimento ottimale era dannosa se non si limitava a trattare la forma regio-costituzionale-democratica: la pratica strozzava la teoria.
Il migliore reggimento per noi è quello che possa unificare, possa anche all'uopo costringere all'unificazione, ridurre a questo punto la nazionalità, tener tutti uniti anche con la mano di ferro. Piuttosto che le divisioni, sarebbe da desiderarsi un Robespierre, un Borbone se occorre; la nazione una volta costi­tuita farebbe poi le sue giustizie immancabili. Ora ci fa d'uopo di un forte unificatore, ci fa d'uopo stringerci tutti intorno al vessillo italiano di Carlo Alberto, possiamo, dobbiamo avere con lui le maggiori guarentigie costituzio­nali e le avremo colla riunione intanto dell'alta Italia in un solo Regno .56i
L'analisi degli Stati italiani ed europei, sebbene gli eventi si suc­cedono più rapidi del pensiero , faceva apparire questa ipotesi la più fattibile.57' L'assemblea costituente non era richiesta lombarda come qualcuno malignava bensì nazionale.
La costituente è necessaria perché qualunque possa essere lo statuto na­zionale italiano, esso debbe partire dalla nazione. E passato il tempo delle costituzioni donate, la nazione è e riconosce se stessa; è passato il tempo dei dispotismi per la grazia di Dio; i poteri sociali partono dalla società e a lei ritornano; lo statuto fondamentale debbe formarlo la società, la sua dignità, la sua guarentigia lo richiede, e diciam formarlo, non darlo perché si tratta di contratto. Insomma Italia si ha da unificare, da costituire per impulso spon­taneo, per diritto proprio; non si tratta di conquista di nessuno Stato sopra alcun altro, quindi è necessaria un'assemblea costituente e lo sarebbe quand'an­che si trattasse di dedizione; è necessaria perché la nazione volenterosa con-corra ad unificarsi, perché il futuro Stato italiano sia fondato su basi razionali durevoli; è necessaria per guarentigia del governo medesimo, perché abbia sta­bilità, perché resti legittimo e sublimato nell'opinione di tutti e l'opinione regge
55) Genova 25 maggio, ivi, I, 101, 26 maggio 1848, p. 475.
50 Qui sta la questione, ivi, I, 102, 27 maggio 1848, p. 481.
) In realtà molti senatori 'liguri e piemontesi, consci della necessità di uno statuto su più solide basi, dichiararono spontaneamente di essere pronti a dimettersi: Genova 30 maggio, ivi, I, 106, 31 maggio 1848, p. 501.
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