Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno
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1995
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170
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170 Gian Luigi Bruzzone
Credevasi dal primo che dichiararsi libero equivalesse ad esserlo? che poche bande di volontarii italiani, valorosissimi e buoni, ma non indirizzate e organizzate in esercito, bastassero a ritenere un nemico feroce, ostinato, che combatte ad oltranza? Si intimorirono altri della parola Repubblica e della parola Italia? m
La tattica stessa usata dall'Austria, rifuggente sempre la battaglia campale, dimostrava quanto la provincia fosse importante per la politica imperiale, le sue vie di comunicazione e per mantenere le terre italiane. Difendere Venezia equivaleva quindi a difendere l'Italia. Certo più d'uno lo obiettava era stato inopportuno proclamare la Repubblica veneta. Gridando Viva San Marco si sarebbe tuttavia potuto rispondere non s'intendeva staccarsi dalla causa comune, dall'unione nazionale,73* tant'è vero che accanto al leone era stato inalberato il tricolore. Altrettanto certo con un esercito organizzato in Venezia, la guerra sarebbe stata vinta e posto in fumo il piano strategico dell'Austria. Ma
gli eserciti non si improvvisano, e noi citeremo la Francia della fine del passato secolo, e diremo che l'energia nutre ed afforza l'energia, che il volere è potere, che l'attitudine solo dà confidenza, impone rispetto e chi non comincia, non viene a capo. Ma bando ad ogni parola dura tra fratelli; giova dichiararlo altamente, parliamo solo per pensare al presente, al futuro, per rimediare ad ogni inconveniente or che è tempo. Non vi sia parola di malcontento che tenda a discordia tra noi tutti volenti il bene; siam pronti a chieder venia, se occorre, delle parole concitate che l'amore della causa ci spinse sul labbro, purché si operi nell'unione, nella concordia; tutti abbiamo un volere, dobbiamo averlo, tutti siamo fratelli: con questo sentimento il solo che deve inondare le nostre anime le minacele dell'Austria saranno lo sforzo del folle.74'
Ai primi di giugno del 1848 la Lombardia, il Modenese, il Parmigiano erano ormai annodati col Piemonte e con la Liguria: mancava il Veneto per iniziare l'organizzazione del Regno. Sebbene l'assenza fosse da considerare solo materiale, ci si domandava: perché il ritardo del voto?
Dopo il fraterno abbraccio di tutte le terre lombarde colle piemontesi e le liguri potreste, o veneti, mettere in dubbio l'adesion vostra? Potreste pensare a semplici confederazioni? [...] L'unione è imprescindibile se l'Italia ha da cominciare ad essere; la posizione della Venezia è tale che s'ella non fosse unita, tutta la nazione sarebbe in eterno esposta alle invasioni straniere, potrebbero rirmovellarsi da quel lato le inondazioni dei barbari, Venezia stessa esposta
72) Venezia e la guerra italiana, ivi, I, 95, 20 maggio 1848, <p. 449.
73> L'indirizzo del governo provvisorio del 12 maggio al popolo veneziano (riportato su II Pensiero Italiano, I, 93, 18 maggio 1848) lo dimostrava chiaramente, come anche l'indirizzo dello stesso giorno rivolto al governo provvisorio della Lombardia (riportato su II Pensiero Italiano, I, 92, 17 maggio 1848).
74> Ibidem.