Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno
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1995
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pagina
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171
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Filippo Bettini giornalista 171
per la prima, sarebbe sempre serva con tutti i danni della dipendenza senza i vantaggi, le guarentigie nazionali, tutta Italia restarebbe del pari esposta e rotta sempre e non nazione .7S)
In realtà il governo provvisorio il 2 giugno aveva indetto un'assemblea di rappresentanti convocata il 18, onde interrogare la volontà popolare circa l'unione,79 ma essa fu rinviata al 3 luglio, avendo l'esercito austriaco occupato le province e minacciato la stessa città lagunare. Occorreva badare che le diplomazie britannica e francese non congiurassero un secondo trattato di Campoformio,773 giacché Plnghilterra voleva salvar l'Austria dalla rovina così da frenare la Francia,78* unirsi una buona volta ed accorrere a Venezia, nella quale come e più che altrove vigeva l'idea nazionale, guida nella giornata che appena albeggia all'Italia .79)
Finalmente Venezia era unita e Genova affermava ispirato il Bettini saluta la sorella regina dell'Adriatico e si stringe a lei in un amplesso che tutte concentra le comuni memorie del passato nelle comuni speranze dell'avvenire .8q)
LA TOSCANA. - In Toscana il popolo si sente italianissimo. Piuttosto affiora il dubbio se il governo conformò all'idea popolare il proprio ope-
T5) Alcune parole ai Veneti, ivi, I, 112, 6 giugno 1848 p. 527 e così seguita la perorazione: Ah credeteci, o veneti fratelli: tutti vogliamo una cosa stessa, è un immenso amore per voi che spinge le nostre parole. La confidenza, l'amore sono ora il fondamento della nostra reciproca armonia; la giusta ragionevole confidenza che tutti vogliamo avere un coll'altro è l'arra dei futuri nostri destini, è il fondamento dell'edilìzio che stiamo fabbricando; sulla confidenza, sull'amore è fondato quel senso interno che ci dice essere finalmente arrivato il compimento dei tempi per l'Italia noi liguri nella nostra ardenza confidiamo, il forte Piemonte confida, confidano i lombardi tutti siam fidenti in un futuro felice nell'unione che si va via via svolgendo, confidiamo nel destino dell'Italia che si matura, tutti vogliamo che quel che voi volete, né la confidenza di tanti popoli può restare illusione. Confidate voi pure o veneti: il dì che nascesse motivo di diffidare, sentireste alzarsi da ogni lato chi griderebbe: all'erta! Dunque a che l'indugio? Genova ha inteso la voce della gran patria italiana, ha sentito che questa non sta più nel cerchio delle sue mura, e tutto l'amore caldissimo che nutriva pel municipio lo ha rivolto a quella. E Genova aveva forse meno motivi di voi, o veneti, per riconcentrarsi in se stessa? Avea provato meno di voi come sa di sale l'oppressione di stranieri ed il dispotismo dei re sulla terra sacra alila libertà? Ebbene, quelle sacre memorie essa porta come tributo di gloria alla nazione, accomuna co* suoi fratelli 11 suo passato ed il suo avvenite; Genova desidera abbracciare il veneto fratello, essere con lui1.
7> Genova 8 giugno, ivi, I, 115, 9 giugno 1848, p. 539.
TO Uno sguardo a Venezia, ivi, 1, 132, 27 giugno 1848, p. 607.
7) Genova 4 luglio, ivi, I, 139, 5 luglio 1848, p. 635.
7 Genova 3 luglio, ivi, I, 138, 4 luglio 1848, p. 631.
* Genova 10 luglio, ivi, I, 144, 11 luglio 1848, p. 655.