Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno <1995>   pagina <172>
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172 Gian Luigi Bruzzone
rato con sincerità di proposito. La risposta è negativa: la costituzione semigallica parve concessa più che altro per la vergogna di essere stato preceduto dal Piemonte (Stato eminentemente monarchico) e da Napoli (Stato eminentemente tirannico). Il Granduca così si figura l'aw. Bet-tini pensava:
mi giova essere il despota liberale in Italia, purché non alzino troppo alto vòlto le idee, lascerò un po' declamare, leggere qualche libro o qualche foglio in più, scriverne qualche altro che non sia troppo ardito, e al quale non si osti alcuna diplomazia armata, e intanto intorpidirò gli animi in questa creduta libertà municipale [...]. Il liberalismo toscano era prudente antiveggenza, era una specie di soporifero. Il governo d'allora, se i nuovi eventi non lo svelas­sero, poteva somigliarsi a quei condannati di Dante che non avevano mai avuto lo slancio né del delitto né della virtù. Pure secondo i tempi, e, bisogna dirlo, secondo quello che poteva un piceiol regolo di una parte d'Italia, lo Stato to­scano era il meno abbietto .81j
La guerra dunque mostrò il vero volto del governo toscano ed il principe prevalse sul cittadino: lungi dalTassecondare lo slancio generoso per la guerra d'indipendenza, delle guarentigie, dei liberi reggimenti, si cercò di attutirlo e di frustarlo.
Quindi il non trovar modo di organizzare un'armata nella popolosa ed ardente Toscana, il non trovar armi né danaro alcuno per contribuire alla guerra, quindi l'occupare i toscani in avvolgimenti, in discussioni, il gettar lo spavento di congiure, di repubblicani. Quindi il ritardare con mille modi le riunioni della pubblica rappresentanza che avrebbe potuto decidere più ampia­mente le cose e si sarebbe mostrata più nazionale: attendea forse una vittoria austriaca o che l'Italia si dividesse in partiti? .8
Neppure un mese innanzi Leopoldo II era visto sotto una ben di­versa luce, come il principe destinato a rifondare l'Austria, capace ad imprimere nuovo moto alla gran macchina imperiale dopo il fallimento del Mettermeli: moto concentrico all'interno sui popoli e all'esterno nelle relazioni fra i popoli. Forse tale successione sarebbe rimasta allo stato di auspicio, ma Leopoldo non l'avrebbe rifiutata per il richiamo del san­gue ed avrebbe allora servito non solo alla dinastia, ma all'umanità e all'Italia altresì:
L'Austria rimontata sopra altre basi, sopra quelle che sono il retaggio
8) Il governo italiano è esso italiano?, ivi, I, 108, 2 giugno 1848, p. 509.
*9 Ibidem. La condotta del Granduca prosegue il Bettird è fraudolenta né si può paragonare con quella di Pio IX: Gridò il popolo contro il Papa perché non voleva dichiarata la guerra, ma il Papa almeno era coscienzioso, e quando la dichiarò disse che preso il partito amava che i suoi popoli si mostrassero degni d'Italia, e il Papa era in ben altre strette che la fiorente Toscana.