Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno
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1995
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pagina
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173
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Filippo Belimi giornalista
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del ramo toscano, ritornerebbe regina nel novello ordine di civiltà, Ì popoli che la circondano al di là dei monti si stringerebbero a lei, la razza slava non dissentirebbe di ottenere con lei ima nazionalità, d'incamminarsi ad una nuova civilizzazione, forse la razza germanica sentirebbe eguali anche più forti tendenze, l'impero forse non isfuggirebbe alle sue mani, vincerebbe l'antico rivale, la Prussia, acquisterebbero forza contro il nemico d'Europa, la Russia, e potrebbe potentemente influire sugli affari d'Oriente. L'Italia sarebbe immanti-nenti riconosciuta nazione indipendente da tutta Europa, non avrebbe a pensare con tutta quiete ed ordine che alla sua ricos trazione interna ; la pace, l'amicizia, la fraternità potrebbe regnare tra nazioni, senza ombra, senza gelosia, senza preponderanza; e l'amicizia sarebbe sincera, tanto siam lontani di aver rancore con nazione alcuna; nessun altro vincolo politico sarebbe possibile, nessun individuo della famiglia di Leopoldo potrebbe aver stato in Italia. E Toscana, mentre accompagnerebbe con affetto, colla benedizione del popolo il suo Leopoldo, ridiverrebbe davvero italiana, effettuandosi, fortificandosi l'union nazionale sotto il vessillo dell'indipendenza d'Italia. Oh quel giorno sarebbe un giorno di benedizione celeste, un grido di abbracciamenti di popoli, un giorno caro all'umanità .M)
Gli avvenimenti successivi tuttavia indussero ad interpretare con maggior indulgenza:
Del parlamento toscano cosi l'editoriale del 7 luglio 1848 non abbiamo ancora atti, ma sappiamo che il popolo è generoso, sappiamo che molti de' suoi membri son degni del popolo, degni dell'Italia, perciò ne auguriamo bene. Il discorso del Granduca fu dignitoso, paterno e progressivo; ci promette uno sviluppo nella cosa pubblica, promette quasi un'altra costituente nei termini di quella dell'alta Italia .M)
E di rincalzo pochi giorni appresso:
Toscana sentì la chiamata della nazione e rispose magnanima gridando armi, come grida il suo parlamento appena costituito ed il governo ne seguitò l'ardore, quasi più in modo di amansire una fiera che di seguirlo con verità, testimonio i fatti e le lagnanze registrate nei giornali toscani e in quelli di Lombardia, testimonio il modo che si tenne coi bravi volontari toscani; sicché ben può dirsi che il governo di Toscana buono e progressivo in se stesso, non comprese tutto l'ardore dell'epoca e forse non poteva comprenderla .85)
Le città di Massa e di Carrara a metà maggio avevano presentato al Granduca il voto d'unirsi alla Toscana. L'iniziativa aveva suscitato la delusione ed il biasimo de II Pensiero Italiano per due ordini di motivi:
M> Unione sempre, ivi, I, 88, 12 maggio 1848, p. 421. ) Genova 6 luglio, ivi, I, 141, 7 'luglio 1848, p. 643. 5) Genova 12 luglio, ivi, I, 146, 13 luglio 1848, p. 663.