Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno
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1995
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pagina
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179
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Filippo Bettini giornalista 179
allo Stato Pontificio.99* Naturalmente non andava dimenticato il popolo, cui Filippo Bettini forse per influsso mazziniano attribuiva un ruolo di protagonista:
" Il popolo è l'eroe delle presenti agitazioni, il popolo ha acquistata la coscienza di se stesso; quindi l'insorgere delle nazionalità, lo scomporsi, il frantumarsi degli edifizii costrutti colla forza dalle sacre alleanze [...]. La forza non dura, ogni grave tende al centro, ogni molla compressa deve infine scattare; un ordine immenso deve comporsi, l'armonia dell'universo consonante con quella della sfere. Sorge l'epoca dei popoli ed è il gran passo nel progresso delle cose umane. La nostra guerra è guerra di popolo, guerra di nazione, guerra di civiltà, guerra d'ordine sociale, guerra di ricomposizione, guerra di Dio padre del popolo e dei popoli. Ad una guerra di tal natura sarebbe mancato il popolo di Roma? Avrebbe obliato la potenza delle sue memorie, la grandezza della guerra attuale, la speranza de' suoi futuri destini? Roma antica è rinata e le speranze d'Italia mettono Roma a capo di una civiltà che fondata sulla nazione, guidata dal senno, irradiata dalla Religione, non sarà peritura come le passate civiltà. Col ricomporre la sua nazionalità, Italia ricompone quella degù' altri popoli. Roma comprese la grandezza del pensiero italiano .100)
Dalla lettura degl'interventi bettiniani successivi si ha l'impressione che i fatti di Roma siano soltanto richiamati per sommi capi, come fossero arcinoti ovvero la loro complessità suggerisse di attendere per formulare un giudizio posato. In realtà le annotazioni incontrate hanno quasi sempre una venatura allusiva e talora, a distanza di giorni, sembrano contraddirsi, indizio di dubbi interiori. Ai primi di luglio ad esempio si biasima il governo di Roma il quale, pur avendo lanciato il primo lampo d'opposizione alla tirannide austriaca , ora sembrava tornato ai tempi di Gregorio XVI,101) non tanto per il passivo atteggiamento del Pontefice, quanto per la solerzia del partito dei mille che trovano il loro tornaconto nel rotto sistema, che or lo trovano stringendosi all'Austria e proponendo paci subdole.102*
Due giorni dopo si lodava il merito del Parlamento romano nello
*9> Tale caratteristica è svolta ampiamente dal Bettina nell'editoriale de II Pensiero Italiano, I, 83, 6 maggio 1848 (ad esempio), già citato nel primo paragrafo.
M) Il popolo a Roma, ivi, I, 85, 9 maggio 1848, p. 409. Sullo stesso numero il Direttore stende una fitta cronaca dei Fatti dal 29 aprile al 4 maggio con ulteriore commento.
iw) La cui azione .politica è noto gode fama della più nera reazione (quanto meritata non sappiamo) sia in molta stampa contemporanea, sìa in tentativi storiografici come quello di LUIGI CARLO FARINI, Lo stato romano dall'anno 1815 al 1850, chissà perché ritenuto spassionato ed oggettivo (La Presidenza del Consiglio dei ministri lo ha di recente ristampato: desidero ringraziaire U dott. Luigi Merolla, capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei Ministri per avermene inviata copia).
102) Genova 4 luglio, in II Pensiero Italiano, 1, 139, 5 luglio 1848, p. 635.