Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno
<
1995
>
pagina
<
180
>
180 Gian Luigi Bruzzone .
svecchiare l'amnunistrazione pubblica e nel promuovere l'armamento e la guerra santa,
tanto più grande quanto maggiore è la lotta che dee sostenere col curia-lismo, col cardinalismo, col gesuitismo; tanto più grande quanto pare meno immediatamente interessato alla guerra, benché sia certo che Roma v'abbia un interesse speciale per la sua partàcolar vocazione e destinazione nel presente e futuro riordinamento d'Italia. Il nobile programma del Mamiani mì in cui l'idea italiana continuamente rifulge e l'idea progressiva con essa, quanto è possibile all'istante, nei limiti segnati da quel ministero, inspirò il parlamento che bene gli corrispose. Sia forte! A Roma sta specialmente volto il pensiero d'Italia; essa ha un dovere speciale in faccia alla nazione; serbi Roma e Pio nella via del progresso, e stia all'erta .104>
Passata una settimana il governo romano veniva tacciato titubante, indietreggiante , reo d'arrestare lo sviluppo della nazione italiana.105)
Negli ultimi giorni della direzione del quotidiano genovese, il Bet-tini dimostra d'aver mutato parere e se per l'innanzi lodava ed interpretava in modo benevolo l'operato papale, ora lo denuncia ostacolo alla unità. Nel feroce editoriale del 15 luglio 1848 richiamava la nota accusa machiavellica secondo la quale la prima causa della divisione d'Italia andava cercata nel papato10ò) e richiamava la politica dell'equilibrio fra i rapporti di forza tipica dell'età di mezzo che, sebbene infranta, era pur sempre il postulato del Bonaparte come attesta il suo sogno di unire nel proprio impero l'aquila e le chiavi . Adesso però il supporto al papato quale causa di divisione non era più il medesimo.
I nuovi elementi sociali che si sviluppano, vincendo la politica dell'equilibrio e della lotta, non dovrebbero pure togliere di mezzo quei motivi pei quali si accagionava il papato dei danni della nazione nostra? Il potere per sostenere quella politica gli è sfuggito dalle mani. Popoli e principi che già si atterravano innanzi a un fantasma, or sanno distinguere, san sceverare la politica umana dal principio religioso; quel potere viziato cadde nell'avvilimento e i tempi gregoriani, sotto i quali l'imperizia dell'amministrazione dello Stato era proverbiale, e non solo l'imperizia, ma lo sfasciamento assoluto di tutto lo Stato, l'oppressione, la tirannide, la corruzione erano salite alla più alta impudenza [...]. La parola del Papa può e dee ridivenir potentissima, ma quando il padre dei fedeli sarà solo il consolator degli oppressi, il banditore della verità, quando, collo svincolarsi dalle umane politiche, farà sua la causa dei popoli e quella dell'umanità. Sotto Gregorio la curia non avea più politica, essa avviliva la tiara ai potenti, opprimeva il popolo e sosteneva una lotta disperata
MJ> Pubblicato come supplemento a II Pensiero Italiano, I, 120, 14 giugno 184,
"*> Genova 6 luglio, ivi, I, 141, 7 luglio 1848, p. 643.
le Genova 12 luglio, ivi, I, 146, 13 luglio 1848, p. 663.
106) fj significativo come non sia mai ricordata la convincente confutazione di Ludovico Antonio Muratori storico degno del nome, al contrario del Fiorentino a tale accusa.