Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno <1995>   pagina <184>
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184 Gian Luigi Bruzzone
nazione il diritto di insorgere contro il dominio straniero. La Dieta pe­raltro non combaciava con la nazione tedesca: essa conosce da lungi i bisogni dell'Italia, ne è animata, sente essere in fondo una la causa d'ambedue .U4)
La Svizzera. - Con la sua Dieta come quella germanica ri­fiutava ai lombardi alleanza ed accordo, ancorché non fosse pregiudizie­vole per lei
perché un fascio di popoli liberi riesce invincibile a qualunque forza; perché se le nazionalità venissero nuovamente conculcate dal dispotismo, la Svizzera più non esisterebbe come nazione libera, forse neppure come nazione e dovrebbe saperlo; perché in questo istante che le nazionalità risorgono v'ha certo più probabilità per la vittoria di queste, che per quella del principio contrario e mirando le cose con fede in Dio e nella verità v'ha certezza; perché le alleanze dei popoli sono sincere [...]; perché per relazioni commerciali e industriali la Svizzera non può avere miglior alleato dell'Italia [...]. Come dun­que potè rifiutare l'alleanza? La rifiutò perché le diete costituite non sono più col tempo l'espressione della nazione, ed agendo la Dieta svizzera con fred­dezza diplomatica, pensò che l'Italia non si mostri abbastanza forte per azzar­darsi a coadiuvarne la sorte. Il popolo svizzero che segue come ogni popolo l'inspirazione del cuore, l'esigenza dei tempi con tatto istintivo, decise in se stesso l'alleanza, e gli svizzeri calarono e calano dalle Alpi per combattere in Italia il nemico comune .U5ì
La Francia. - Come altra volta nel corso della storia, attirava l'at­tenzione europea nel '48.
I despoti da un lato sperano nel disordine come punto su cui rifondere il dominio della forza, nel modo stesso che sperano quanto all'Italia che sia impedito l'ordine compatto e forte dalle mille velleità; d'altro lato paventano che l'ordine si stabilisca in Francia nel quale credono vedere una prepotenza morale che li costringa a divenir popolari; come tremano che l'unione venga a far nascere la potenza italiana che li costringerebbe a far giustizia a tante altre nazionalità conculcate [...]. I popoli sperano e temono a vicenda il con­trario. Qualunque sia la fede che lo guida, ognuno vede nel novello ordine di Francia e d'Italia un nuovo ordine per l'umanità [...]. L'amicizia, la fra­tellanza sia la norma del diritto internazionale delle due nazioni, ma niuna di­pendenza, niuna imitazione servile [...]: noi siam noi, vogliamo esser noi, stretti nella nostra dignità .u6)
Proseguendo il parallelo fra le due realtà nazionali, in Francia al governo provvisorio era subentrata l'assemblea costituente, consapevole del
ii4) Unione forte e tosto JV, ivi, I, 81, 4 maggio 1848, p. 393.
U5) Ibidem.
m Francia e Italia, ivi, I, 90, 15 maggio 1848, p. 429.