Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno
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1995
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pagina
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185
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Filippo Bettini giornalista 185
pericolo dato dal provvisorio, mentre in Italia invece d'affrettare l'unione, non si temevano discordie ed oscillazioni. In Francia Dupont de l'Eure aveva rassegnato le dimissioni dalla presidenza del governo provvisorio, con semplici ed energiche parole e lo spirito di conciliazione aveva dominato le elezioni (Barrot alleato con Ledru-Rollin, Dupont con Louis Blanc, Beranger con Lacordaire età), in Italia l'individualismo e le contese non consentivano di gridare una e subito la Penisola, almeno il Settentrione.117*
Non si voleva certo l'intervento francese, Dio ce ne liberi [...], ma buone relazioni sì.118) La Francia nazione aveva percorso gran tratto della via per attuare una civiltà fondata sul giusto e sul vero, ma non il popolo
e di ciò una delle cause è il suo concentramento nella capitale, la quale raunando tutte le eminenze del bene e del male, ha lasciato come torpire le Provincie avvezzandole a riceverne le inspirazioni; e radunando un immenso esercito di proletari! mantiene il fomite di scosse sociali. Gli ultimi luttuosi avvenimenti esprimono da un lato questa terribile lotta tra la barbarie e la civiltà in quanto che essi furono soffiati dalla congiura europea del dispotismo e sia che porti la corona reale o ducale; esprimono d'altro lato una crisi sociale che indirettamente si lega alla questione politica [...]. Ci duole che la Francia nazione tenti di vedere nel risorgimento italiano, che procede su basi diverse affatto, un interesse dinastico, e mostri di voler riguardare con gelosia, coll'oc-chio del vecchio equilibrio, che fu teoria nata e cresciuta nella diplomazia nemica dei popoli, ed introduca una questione di misero interesse nell'alleanza naturale delle nazioni libere, che è una vera assurdità in faccia ai principi che devono reggere la nuova Europa .119)
La Gran Bretagna. - Ebbe un peso negli avvenimenti del '48. Il Bettini ne tratta talora diffusamente, come per il meeting cartista fissato il 10 aprile e poi nelle molteplici rassegne di politica internazionale. Secondo il nostro avvocato genovese, le potenze conservatrici in Europa, non calcolando l'Austria in dissoluzione secondo lui e la Prussia fluttuante fra il concetto monarchico e il desiderio d'unire la nazione tedesca, si riducevano alla Russia e all'Inghilterra. Se per quella non abbisognava dimostrazione, per questa si evidenziavano i legami con l'Austria e la subdola politica d'oppressione, più ipocrita ancora di quella austriaca.
Forse non sì vorrà credere? Eh, basta riandare un po' addentro la sto*
W0 Ibidem.
118> Genova 4 luglio, ivi, I, 139, 5 luglio 1848, p. 635.
1,9> Genova 7 luglio, ivi, I, 142, 8 luglio 1848, p. 647 (con tagli).
-* Idee delle cose inglesi, ivi, I, 75, 27 aprile 1848, pp. 361-362; 78, I maggio 1848, pp. 375-376.