Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno <1995>   pagina <186>
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186 Gian Luigi Bruzzone
ria di questo mezzo secolo soltanto, basta esaminare come l'Inghilterra abbia il suo apparente tornaconto nella conservazione dello status quo hi Europa; basta riflettere alla sua posizione rimpetto a tutta Europa, alla sua rivalità con Francia, al suo interesse orientale, alle parti già sostenute. Ed ora che vede sfuggirsi il grande appoggio dell'Impero austriaco, essa non esiterà a stringersi fortemente alla Russia. Ecco il partito conservatore. L'Inghilterra illuse sempre colla sua costituzione, colla sua libertà, ma la sua costituzione unica aristocra­tica in Europa non è meno dominatrice, conquistatrice del principio monarchico puro, e la sua libertà è solo per lei se pure è in lei e teme i cangiamenti interni quanto poteva temerli l'Impero austriaco e tende ad asservire l'Europa commercialmente .m)
La via percorsa dalla Gran Bretagna nella civiltà è inferiore alla fama goduta. Essa precorse sì molte nazioni non quella italiana, peraltro
ma la sua civiltà non fu mai del popolo, fu una nazionalità di privi­legio cadente ormai e infetta di tutti i vizi del dispotismo, non fu mai quella nazionalità che non può scompagnarsi dall'equo ripartimento dei doveri e dei diritti, dall'unione nella fratellanza. Perciò rimase stazionaria come privilegio, non ebbe a guida l'idea morale e la lotta che adesso sostiene è molto più lotta sociale che politica, se possono queste separarsi; è lotta feroce e ad ol­tranza, dalla quale ne dee derivare una rovina delle vecchie aristocratiche isti­tuzioni; quindi lotta sovvertitrice ove la vecchia Inghilterra non pensi a tempo ad evitarla, cominciando un progressivo novello ordine di cose. L'interesse dei privilegiati si oppone a questo, ed i privilegiati son tutti i proprietarii [...]. In Inghilterra non è quasi popolo: son ricchi e plebe.122*
Il governo britannico, elargendo ghinee al popolino francese non solo intese sostenere il principio conservatore, ma volle dare altresì una le­zione al cartismo (analogo al comunismo francese, per certi aspetti) pro­curando il disfacimento sociale in Francia per convincere il proprio popolo con l'esempio dell'altrui rovina. In breve occorre diffidare dei signori e confidare nei popoli.123*
Il Bettini, educato in clima romantico, memore sempre dei lunghi conversari di letteratura e di politica con gli amici universitari, nutriva una vera idolatria per la nazionalità e una volta ne sviluppò il concetto sotto il duplice aspetto del progresso dell'umanità e dei popoli parti­colari.
Scopo della civiltà universa è la fratellanza dei popoli: quando tutti si stringeranno in un vincolo d'amore, quando le relazioni internazionali saranno
,2l> Nazionalità, ivi, I, 119, 13 giugno 1848, p. 555. m) Genova 7 luglio, ivi, I, 142, 8 luglio 1848, p. 647. ,23> Genova 5 luglio, ivi, I, 140, 6 luglio 1848, p. 639.