Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Giornalismo. Secolo XIX
anno
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1995
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pagina
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187
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Filippo Lettini giornalista 187
vincoli morali di carità, saranno all'uopo dovere di sacrificio, allora sarà il regno di Dio, allora sarà intesa la parola del Vangelo. Scopo delle civiltà particolari d'ogni popolo si è il rendersi degno d'assidersi al convito delle libere illuminate nazioni, [...]. Scopo della civiltà individuale si è l'applicazione di questa stessa perfettibilità all'individuo. Sia che si consideri nell'individuo o nella nazione, o nelle relazioni fra le nazioni, lo scopo della civiltà è uno solo, la quale sebbene debba cominciare il suo sviluppo nell'individuo, per ascendere alla nazione ed alle relazioni fra le nazioni, procede contemporaneamente in tutti questi gradi [...]. L'epoca delle nazionalità suppone certo una gran vittoria dell'umanità in questa lotta di secoli, immenso grado di civiltà che ci restituisce la fede nei destini dell'umanità futura, ma pure essa ne è appena un preludio: quindi è da dirsi che quest'epoca tiene un grado rilevantissimo nel progresso dell'umanità. Lo stesso è rispetto alle particolari nazioni, se non che è da temersi che sebbene lo sviluppo delle nazionalità non sia in principio che il modo di agevolare lo svolgimento di tutte le potenze morali e fisiche, pure denota un grado eminente di civiltà arrivata, se un popolo tende alla nazionalità per coscienza morale e sentita delle proprie forze, più che se vi arriva per istinto, quasi molla che troppo compromessa si liberi dalla pressione, o per riverbero, per imitazione di altre nazioni .124)
ALTRI TEMI. - Forse non sarà discaro piluccare alcuni commenti bet-tiniani su fatti accaduti nel Regno sardo, dai quali si coglie un genovese 125) fiero di esserlo e che reputa un sopruso contro il diritto delle genti non senza ragione l'annessione della Repubblica di Genova ai domini sabaudi; un genovese liberal-democratico, peraltro influenzato dal verbo mazziniano ed affascinato dal sogno giobertiano. I liguri abbracciarono la causa risorgimentale, anzi la promossero, per un sentimento di giustizia offeso e per trascendere una realtà meschina e gretta.
Non a caso le elezioni del 30 aprile a Genova erano interpretate come un mezzo onde alla stima per le armi seguisse la stima per il senno ed il coraggio civile giacché dalla prudenza, dal libero, forte e retto sentire della Camera elettiva dipende il buon andamento della cosa pubblica su quel cammino di progresso, di nazionalità, di libertà .m) In modo analogo nel primo Parlamento Piemonte e Liguria davano l'esempio del primo popolo deliberante sui suoi interessi, come diedero quello della guerra ordinata e il discorso della Corona, sebbene si potesse auspicare più esplicito
a ragione deve tenersi come un programma nazionale, promettente molto di più per la rigenerazione della nazione, informato dal pensiero d'Italia e del
124> Nazionalità, ivi, I, 114, 8 giugno 1848, p. 535.
A rao* d'esempio notiamo la soddisfazione avvertibile quando comunica che il Re restituiva al Comune di Genova il Palazzo Ducale, atto di saggia civile amministrazione, ma insieme atto di giustizia: Il Palazzo cìvico, ivi, I, 89, 13 maggio 1848, p. 426.
12 Elezioni, ivi, I, 78, I maggio 1848, p. 375. I candidati per i sette collegi