Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XIX
anno <1995>   pagina <192>
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192 Marziano Brignoli
al tanto agognato potere, pallido, malinconico, schiacciato sotto il peso dell'alto incarico. Tutta la Sinistra è al suo posto, anche i malati; mancano Mantovani per negligenza (credo) e Seismit-Doda per un puntiglio di prima donna .y
In questo campo erano riservate altre esperienze sgradevoli a Be­nedetto, proprio in relazione alla gara scatenatasi nel suo partito per partecipare al Governo, una gara che l'uomo politico pavese definiva la bufera furiosa della vanità . Ma proseguiva
ho almeno la soddisfazione di aver fatto fin'ora un po' di bene, avendo contribuito ad impedire che il partito chiamato al Campidoglio dopo tanti anni d'inutile lotta andasse diritto alla rupe Tarpea. C'è da diventare pazzi, Elena mia, o misantropi! Ti dirò cose incredibili. Come è eccesso brutale l'ambi­zione nel desiderio delle sue pretese! Si potrebbe ridere se si trattasse di uomini e non della salute del paese [...]. Se trapelassero alcuni episodi di queste memorabili giornate le colpe di pochi pregiudicherebbero tutto H partito. Mi sono imposto la virtù del somaro: la pazienza che occorre a grandi dosi onde impedire scandali e frenare impeti di ambizioni deluse e capaci di sacrifi­care la patria per una presunta offesa alla persona .2>
Come si vede, la Sinistra, divenuta forza di governo, era tutt'altro che compatta; dilacerata, par di capire, da rivalità, ambizioni, diversità di posizioni politiche non ben distinte da insofferenze personali, dalle quali ultime non andava esente lo stesso Cairoli, a quanto pare. Egli scriveva infatti a donna Elena, a proposito della ricerca di un apparta­mento a Roma:
Avevamo trovato in posizione centrale, Piazza dei SS. Apostoli, in un grandioso palazzo con guardaportone, elegante vestibolo, bellissima scala, un grazioso appartamento al 1 piano. Il contratto, malgrado una lieve differenza di prezzo, era quasi concluso quando venni a sapere che superiormente a noi
*> Benedetto Cairoli alla moglie Elena Sizzo, da Roma il 18 marzo 1876. Pavia, Archivio Storico Civico, Archivio Cairoli, cartella XXXVI. Tutte le lettere di Cai­roli alla consorte citate nel testo hanno la stessa collocazione archivistica che per­tanto non verrà ripetuta. Il Mantovani nominato da Cairoli era Costantino Manto­vani (1820-1890) pavese. Fu patriota mazziniano, deputato e munifico benefattore. Federico Seismit-Doda (1825-1893). Studente all'Università di Padova fu arrestato per i suoi sentimenti patriottici. Combatté nella campagna del 1848 e l'anno seguente fu alla difesa di Roma. Caduta la Repubblica Romana esulò in Grecia e dal 1850 a Torino, dove collaborò a diversi giornali. Nel 1865 fu eletto deputato; segretario generale del Ministero delle Finanze nel 1876, si dimise l'anno seguente. Fu mi­nistro delle Finanze nel primo Ministero Cairoli e poi ancora col Crispi nel 1889. Fu costretto alle dimissioni a causa dì un discorso irredentista.
2) Da Roma, 20 marzo 1876.