Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XIX
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1995
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Benedetto Cairoti fra Roma e Pavia 195
raccomandazione ma egli preferisce chiudersi nel lavoro burocratico del suo Ministero e meditare sulle cirrate ipotetiche paure dei suoi prefetti. Eppure ha così pura coscienza e cosi robusto ingegno .9>
Il Magrone cui alludeva Cairoli era Zanardelli, ministro dell'Interno, dalla nota, allampanata figura.
La lettera di Benedetto presenta, a mio avviso, qualche elemento di interesse. Il giudizio riduttivo sulle dimensioni e sulla intensità della protesta; in secondo luogo, la preoccupazione di non allarmare re Umberto, sottraendolo ad influenze forse interessate ad esagerare i pericoli e ciò, sembra, anche per consiglio della consorte. Donna Elena appare dunque avere un suo ruolo di consigliera politica di Benedetto, cosa del tutto nuova che appare per la prima volta in queste lettere; infine raccenno a Zanardelli, ministro dell'Interno che dava ascolto ai telegrammi dei preoccupati prefetti, dei quali telegrammi certamente metteva al corrente il sovrano. Il quale poco dopo esprimeva a Cairoli le lodi le più lusinghiere per il Ministero riconfermando l'intera approvazione al suo operato ,1G) volendo anche presso di sé, in un viaggio a Torino, il Presidente del Consiglio. Questi si disse grato della sua [del re] bontà, ma mi opprime il pensiero dell'etichetta che impone non lievi noje e persino il travestimento dell'abito gallonato, del quale sono provveduti gli altri Ministri .n)
Alle critiche rivolte al Gabinetto Cairoli per il preteso insuccesso di Berlino voleva rispondere il ministro degli Esteri, conte Luigi Corti, precedendo il Cairoli al quale come Presidente del Consiglio e quindi responsabile di tutta la politica governativa, sarebbe toccato di rispondere alle censure. L'iniziativa del Corti, dispiacque comprensibilmente a Cairoli che manifestò il suo disappunto scrivendo alla moglie:
[Corti] va cercando l'occasione al discorso, anzi voleva rivolgersi al-l'Arnaboldi12) che non conosce personalmente, per farsi offrire un pranzo in ristretto crocchio ufficiale ma, riconosciute le difficoltà del progetto che quand'anche fosse attuabile darebbe appiglio per la scelta dell'invito a non benevoli commenti e per quella del luogo forse a spiacevoli incidenti, pensa ora
Da Roma, 25 luglio 1878.
Da Milano, 28 luglio 1878.
li) Da Roma, 26 luglio 1878. L'uniforme .per i componenti del Governo, rimasta in vigore fino agli anni '930, consisteva in un abito a code di tessuto blu scuro, con vari ricami, e pantaloni della stessa tìnta. La feluca ornata di {piume di Struzzo e lo spadino completavano l'assisa.
12> Bernardo Arnaboldi-Gazzaniga (1847-1918). Di famiglia pavese insignita del titolo comitale e dotata di copioso censo, fu deputato di parte moderata e poi sindaco di Pavia dal 1878 al 1881. Senatore del regno, fu munifico benefattore; donò alla città l'ancora esistente Mercato Coperto.