Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XIX
anno
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1995
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pagina
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201
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"Benedetto Cairoti fra Roma e Pavia 201
BIS tra contro Depretis ed a lui si rivolse il re per l'esame della situazione politica. Benedetto il 4 luglio ebbe con Umberto un colloquio di due ore e mezza alla mattina e un altro non meno lungo nel pomeriggio.
Mi attende [il re] stassera informava Cairoli domanda consiglio e mi attesta colla sua consueta espansività fiducia ed affetto. Ma lo preoccupa assai, anzi lo contrista, la complicata, orribile situazione parlamentare e la quasi impossibile soluzione senza deviare dalla politica coraggiosamente inaugurata da lui, o almeno continuata dopo la morte del padre .
Riconosciuta e lodata la lealtà del re, Benedetto descriveva alla consorte la propria posizione nei riguardi della crisi ài governo:
Quand'anche non avessi una invincibile ripugnanza alle delizie già da me esperimentate del potere e non fossi irremovibile nel proposito di fuggire piuttosto che ricacciarmi nell'abisso delle maggiori amarezze, non sarebbe possibile un .ministero di coalizione, che sarebbe la conseguenza naturale del voto parlamentare. Fra me e Sella vi è l'ostacolo insuperabile dell'incompatibilità politica; fra me e Nicotera una più alta barriera, ed essi insieme non costituirebbero mai ministero utile. Tutto ciò aveva preveduto agli energumeni indiavolati parlamentari. Però concludeva Cairoli bisogna convenirne, la maggior colpa sta nel Vecchio che, prevedendo una morte imminente sotto i fischi, volle finire come un gladiatore posando a difensore delle prerogative parlamentari. Nello stesso tempo aveva una voglia matta di transigere e, se non fosse stato il veto di Crispi, si sarebbe arreso a discrezione [...]. Pochi minuti sono, ebbi un lungo colloquio col Sella. Immagini quali commenti su questa visita? Anche l'Anchise di Stradella mi vorrebbe parlare. Gli amici sono trepidanti, sapendomi deciso a tenermi fuori d'ogni combinazione .32)
Il proponimento di Cairoli di non più accettare la presidenza del Consiglio, all'inizio molto saldo, cominciò tuttavia a vacillare:
È facile io diceva, abbattere il Depretis. Ma poi? Il poi si riassume nella rivincita della Destra, peggiorato dallo scandaloso connubio con Nicotera se, fatta per una disgrazia a me l'offerta, declinassi l'incarico. Io dunque, nelle apparenze autore della crisi, diventerei il colpevole artefice d'un risultato che il paese non vuole. Il rifiuto sarebbe maledetto come una ritirata, quasi come un tradimento, per lo meno come un atto di follia; non fu il mio intervento, nella discussione, dicono, che ha provocato il voto contrario al Ministero? E può il capo della Sinistra permettere colla sua fuga, che la Destra raccolga il frutto? Sono ragionamenti che schiacciano .33)
È curioso come Cairoli attribuisca a se stesso il ruolo di capo della Sinistra, non considerando evidentemente tale la formazione poli-
32> Da Roma, 4 luglio 1879. La sottolineatura è nel testo. 33) Da Roma, 6 luglio 1879. La sottolineatura è nel testo.