Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XIX
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1995
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205
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Benedetto Cairoli fra Roma e Pavia 205
merito .46) E qui c'è tutto Cairoli con la sua modestia, la sua si potrebbe dire umiltà, il suo patriottismo.
Anche la politica estera occupava e preoccupava non poco Benedetto.
Oggi scriveva alla fine del luglio 1879 venne prima Robilant,47* arrivato da Vienna espressamente per parlarmi, poi Coello,48) il principe Wrede49) che rappresenta l'Austria in assenza di Heimerle [sic], poi il seguito: Francia, Portogallo, Romania, Grecia, Turchia, perfino il Giappone .50)
Visita di cortesia, certo, quella di Robilant, perché i rapporti con Vienna erano corretti, se non cordiali, ma a turbarli venne poco dopo il così detto incidente Haymerle . Nell'agosto del 1879, infatti, il colonnello austriaco Haymerle, già addetto militare a Roma, pubblicava sulla Rivista Militare Ufficiale Austriaca un articolo nel quale rivolgeva critiche alla Società Italia Irredenta ed all'apparato militare italiano. Specialmente queste ultime non sembrarono in Italia né corrette né opportune ma l'incidente, che poteva avere conseguenze non lievi, fu risolto in via diplomatica con molto tatto e comprensione da entrambe le parti,51' Non accettò la soluzione diplomatica l'irredentismo italiano, ridestatosi dopo le delusioni di Berlino, che volle contrapporre alla saggiamente conciliante politica del Governo, un atteggiamento di protesta, in verità non molto opportuno in quella contingenza diplomatica, piuttosto sfavorevole all'Italia. Ben lo capiva Cairoli quando scriveva:
A Livorno oggi ha luogo con grande pompa, colTin ter vento del popolo e di Associazioni politiche giunte anche da altre città italiane, il trasporto al Cimitero delle Salme dei fucilati dalle truppe austriache nell'invasione del
<*> V. nota n. 44.
W Carlo Felice Nicolis di Robilant (1826-1888). Ufficiale di artiglieria nell'esercito sardo partecipò alla prima guerra di indipendenza, restando ferito e mutilato a Novara. Passato nel Corpo di Stato Maggiore, nel 1862 era colonnello aiutante di campo del re Vittorio Emanuele. Nella guerra del 1866 fu capo di stato maggiore del III corpo d'armata e quindi, promosso generale, ebbe il comando della brigata Granatieri di Sardegna e successivamente della Scuola di Guerra, istituita nel 1867. Dal 1871 al 1885 fu ambasciatore a Vienna; nello stesso anno fu nominato ministro degli Esteri e in quell'ufficio molto e proficuamente operò per migliorare la posizione internazionale dell'Italia. Meno capace si mostrò nella questione africana poiché sottovalutò il pericolo abissino. Fu in seguito nominato ambasciatore a Londra fino alla morte.
W Conte Diego de Codio de Portugal, ambasdatore di Spagna presso il Quirinale.
49) Principe di Wrede, consigliere dell'ambasciata di Germania presso il Quirinale.
so Da Roma, 31 luglio 1879.
5I> MICHELE Rosi, I Cairoti, Bologna, 1929, voi. II, pp. 16-19.