Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XIX
anno <1995>   pagina <206>
immagine non disponibile

206 Marziano Brignoli
*49. E ciò nel momento in cui il Gabinetto di Vienna fa le più ampie scuse e le pubblica con insolito [parola incomprensibile] per l'episodio di Heimcrle [sic]. Anche l'ambasciatore fratello del libellista52) e successore di Andrassy53) mi fece pervenire per mezzo éi Robilant dichiarazioni solenni che sconfessarono quella stupida requisitoria.545
Non potendo vietare la pericolosa manifestazione, Cairoli volle cer­care di controllarla, rivolgendosi a
cittadini influenti, dai quali ebbi tranquillanti promesse. Ma non mi fido perché comprendo il pericolo delle pressioni popolari, aiutate dalla commo­zione. Ma non ho ragione concludeva sconfortato Benedetto di dire che v'è un demone potente contro di me, colTincarico speciale di suscitare ogni maniera d'imbarazzo onde mettermi alla prova? .55>
E il demone immaginato da Cairoli non rimase inoperoso. Scoppiò infatti un altro incidente con l'Austria e questa volta non meno grave, anzi forse di più. Nel dicembre dello stesso anno 1879, sdegnato per il conflitto scoppiato fra la forza pubblica e i dimostranti al funerale del generale Giuseppe Avezzana56J presidente della Società Italia Jrre-
525 Enrico barone von Haymerle (1828-1881). Segretario di Legazione ad Atene e ipoi a Dresda quindi a Francoforte; ministro plenipotenziario ad Atene e quindi ambasciatore d'Austria a Roma nel 1877. Ministro degli Esteri della Duplice Monar­chia nel 1879, curò molto i rapporti con l'Italia e collaborò anche attivamente con il Bismarck per la conclusione della alleanza austro-russo-tedesca detta dei tre im­peratori stipulata nel 1881.
535 Conte Giulio Andrassy (1823-1890). Ungherese, partecipò alla rivoluzione del 1848 contro l'Austria e per questo fu condannato a morte in contumacia ed alla confisca dei beni. Andato in esilio, nel 1857 potè rientrare in patria. Dopo la ri­forma costituzionale del 1867 fu nominato presidente del Consiglio ungherese, carica che tenne fino al 1871, quando fu nominato ministro degli Esteri dell'impero; in questo ufficio volle avviare rapporti di amicizia con l'Italia.
) Da Roma, 14 settembre 1879.
55> V. nota precedente.
M> Giuseppe Avezzana (1797-1879). Volontario nell'esercito napoleonico; alla ca­duta dell'impero rientrò nel nativo Piemonte con il grado di tenente nell'esercito sabaudo. Implicato nei moti del 1821, esulò in Spagna dove combatté con i costitu­zionali contro i carlisti. Fu quindi a New Orleans ed in Messico ove raggiunse alti gradi nell'esercito; si stabilì infine a New York. Nell'agosto del 1848 ritornò in Ita­lia, nel febbraio del 1849 fu nominato comandante della Guardia Nazionale di Ge­nova e nel capoluogo ligure fu uno dei protagonisti della insurrezione dell'aprile dello stesso anno. Dopo il fallimento di quel moto andò a Roma dove fu nominato ministro della Guerra, distinguendosi come abile organizzatore. Dopo la caduta della Repubblica Romana tornò a New York ma nel 1860 fu ancora in Italia, in tempo per partecipare alla battaglia del Volturno. Nel 1861 fu ammesso nell'esercito col grado di tenente generale. Deputato dal 1861 al 1876, sedette a Sinistra. Nel 1877 fu eletto presidente della Associazione Pro Italia Irredenta.