Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XIX
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1995
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211
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Benedetto Cairoli fra Roma e Pavia 211
segretario generale del ministero degli Esteri, di avviare una alleanza con la Germania ma il Bismarck, come è noto, pose come condizione per una intesa Roma-Berlino l'instaurazione di buoni rapporti anche con Vienna da parte del Governo italiano. Il MarTei, favorevole alla combinazione con Berlino e Vienna, nel gennaio del 1881 chiese al Cairoli di lasciargli esplorare il terreno, in via riservarissima, a Vienna allo scopo di avviare una trattativa sulla base del rispetto dei trattati esistenti e di una sosta della espansione austriaca nel bacino adriatico.
La controproposta austriaca arrivò a Roma in febbraio e prevedeva l'accordo sulla base dello statu quo in Oriente, compresa l'Albania. Questa menzione dell'Albania era molto importante perché a causa della sua vicinanza alle coste italiane, il Governo di Roma non vi avrebbe visto di buon occhio un insediamento austriaco. Il Cairoli, cui Maffei rese noti i riservati contatti con Vienna, esitò a darvi seguito. Era una caratteristica dell'uomo il non volersi legare alle Grandi Potenze con precisi accordi e tanto più con l'impero asburgico dal quale lo teneva lontano la sua formazione democratica. La caduta del Ministero Cairoli troncò definitivamente i negoziati con Vienna per una alleanza italo-austro-tedesca che avrebbe anticipato la Triplice Alleanza.
Le sorti del Governo Cairoli si giocarono su Tunisi, su questa annosa questione che a lungo pesò sulla politica estera italiana. È stata ampiamente studiata, quasi sempre con giudizi non favorevoli al nostro Governo.67* Qui ci limitiamo a richiamarne le linee principali. L'interesse italiano per la Tunisia, verso la quale vivo e pronunciato erano le mire francesi, non sorse certamente con l'ascesa della Sinistra al potere, ma la crisi nei rapporti italo-francesi per Tunisi scoppiò nel 1880 su questioni economico-commerciali che avevano tuttavia notevoli implicazioni politiche, il che accentuò la già esistente rivalità italo-francese. Le relazioni fra i due paesi peggiorarono irrimediabilmente, tanto più che gli
Esteri con Cairoli che molto lo stimava. Lasciato questo ufficio andò Ministro plenipotenziario a Bruxelles e poi fu ambasciatoe a Madrid ed a Pietroburgo.
67) Senza la pretesa di ima bibliografia esaustiva, si danno qui di seguito i titoli delle più importanti opere sull'argomento: F. CATALUCCIO, Italia e Fronda in Tunisia, Roma, 1939; G. DE LUIGI, II Mediterraneo nella politica europea, Napoli, 1925; G. DE LUIGI, La conquista di Tunisi: storia diplomatica dal Congresso di Berlino al Trattato del Bardo, Milano, 1940; I. GANIAGE, Les origines du protectorat francais en Tunisie, 1862-1882, Paris, 1959; E. MARTINENGO-CESARESCO, Benedetto Cairoti e l'impresa di Tunisi, m Rassegna slorica del Risorgimento, 1926, fase. IV; E. PASSAMONTI, La questione di Tunisi all'indomani del trattato del Bardo e la politica europea contemporanea, in Rivista storica italiana, 1933, fase. Ili e 1935, fase. I e II; L. SALVATORELLI, L'Italia nella politica internazionale dell'età bismarebiana, in Rivista storica italiana, 1923, fase. I; L. SALVATORELLI, La Triplice Alleanza, Milano, 1939.