Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XIX
anno <1995>   pagina <213>
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Benedetto Cairoti fra Roma e Pavia 213
pando Tunisi. Ieri dovetti rispondere ad una interrogazione di Rudinì69* sul­l'occupazione di Biserta, ad una ancor più maligna di Massari70*; altra mi è annunciata per domani di Guiccioli71); è evidente la benevolissima intenzione di tormentarmi ogni giorno per assalirmi poi decisamente in quello, forse imminente, che porterò la notizia della quale Cialdini72* mi anticipò il con­forto qui .73)
Pochi giorni dopo e precisamente il 12 maggio, il Governo fran­cese, assicuratosi l'appoggio della Gran Bretagna e della Germania, co­stringeva il Bey di Tunisi a firmare il trattato detto del Bardo, dal nome della località dove venne sottoscritto, che sanciva il protettorato francese sulla Tunisia.
La vicenda tunisina si concludeva così con un insuccesso italiano. La situazione internazionale non lasciava al nostro paese molte possi­bilità di manovra e colpa del Cairoli fu di avere lasciato sorgere illu­sioni in una situazione diplomatica che non ne consentiva alcuna. Con il Cairoli, fu responsabile della sconfitta diplomatica anche larga parte della classe politica che espresse i suoi desideri senza tener conto delle effettive possibilità del Paese e senza considerare che quei desideri lede­vano interessi altrui.
A cose fatte, fu facile scaricare ogni responsabilità su Cairoli. Que­sti non volle reagire al colpo francese perché aveva presente la situa­zione politica europea, che in caso di conflitto italo-francese, al quale, tra l'altro, l'Italia non era assolutamente preparata, avrebbe lasciato l'Ita­lia isolata e priva di qualunque alleanza. Il terzo Ministero Cairoli avrebbe, forse, conquistato una facile popolarità se avesse gettato il guanto di sfida alla Francia, ma avrebbe certamente rovinato l'Italia gettandola in una avventura bellica; allo scacco politico si sarebbe ag­giunto il disastro nazionale.
Antonio Starrabba di Rudinì (1839-1908). Uomo politico di Destra, presi­dente del Consiglio nel 1891-1893 e nel 1896-1898. Avverso alla politica coloniale del Crispi, dopo Adua concluse con l'Etiopia la pace di Addis Abeba.
70> Giuseppe Massari (1821-1884). Patriota pugliese, esulò in Francia nel 1838; nel 1856 era a Torino direttore della Gazzetta Ufficiale; nel 1860 fu eletto depu­tato, seguace politico ed amico personale di Cavour. Scrisse molto di politica e di storia; fra l'altro La vita e il regno di Vittorio Emanuele II.
1) Alessandro Guiccioli (1843-1922). Diplomatico, lasciò la carriera perché eletto deputato nelle file della Destra storica. Fu anche sindaco di Roma e poi prefetto a Firenze, Roma e Torino. Senatore nel 1900, nel 1904 rientrò in diplomazia. Fu mi­nistro plenipotenziario a Belgrado e poi ambasciatore a Tokyo.
Il generale Enrico Cialdlni era allora ambasciatore d'Italia a Parigi. Caiirolì si riferiva evidentemente al trattato del Bardo.
73) Da Roma, 8 maggio 1881.