Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storiografia. Secolo XIX
anno
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1995
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Marziano Brignoli
Nella seduta del 14 maggio 1881, Cairoli annunciò alla Camera le dimissioni del Governo, dichiarando di non accettare alcuna interpellanza. Voleva evitare il sorgere di una discussione che avrebbe potuto maggiormente inasprire i già difficili rapporti con la Francia. Il Ministero cadde e si concluse così l'esperienza governativa di Benedetto Cairoli. Una esperienza, almeno negli ultimi mesi, molto amara, come egli stesso ammetteva:
Ho bevuto il calice fino all'ultima goccia per compiere il mio dovere fino all'ultima ora; mi sono conservato calmo in bui, angosciosi momenti; la serenità della coscienza manteneva intatta quella della mente .74)
Non fu completamente sostenuto dalla sua parte politica perché vide
vacillare parecchi amici proprio quando il partito [...] avrebbe dovuto con tutte le sue forze e col maggior accordo sostenere il Ministero. I dissidenti, perfetti krumiri parlamentari, avevano già assicurato il loro trionfo esagerando ì fatti, eccitando gli animi, ingannando e pervertendo .15)
Cairoli si era forse troppo fidato di certe interessate assicurazioni provenienti da Parigi, attraverso l'ambasciatore italiano; il ministro degli Esteri francese, Barthélemy-Saint-Hilaire,76) il giorno 12 maggio, lo aveva pregato di comunicare a Cairoli che le truppe francesi non avrebbero occupato né il Bardo, né Tunisi, abbandonato Biserta e sgomberato la Tunisia.77* Ma queste ed altre assicurazioni, come si sa, non ebbero alcun riscontro nella realtà.
Sul trattato del Bardo Cairoli ebbe parole amare: Esso [il trattato] non colpisce direttamente o indirettamente alcuni interessi italiani, bensì i principi del diritto pubblico, quindi tutte le Potenze .78) Argo-
74> Da Roma, 16 maggio 1881.
V. nota precedente.
76) Giulio Barthélemy-Samt-Hilaire (1805-1895). Filosofo e uomo politico francese. Segretario generale del Governo Browisorio durante la rivoluzione del 1848, abbandonò la vita politica all'avvento della Seconda Repubblica. Riprese l'attività pubblica nel 1869 quando l'impero napoleonico parve adottare una politica più liberale e fece parte del Corpo legislativo. Nel 1870 si oppose alla guerra contro la Prussia. Con la Terza Repubblica divenne capo di Gabinetto di Thiers. Senatore nel 1875, presidente del senato nel 1880. Alla fine dello stesso anno fu nominato ministro degli Esteri, carica che tenne fino al novembre dell'anno seguente.
TT) V. nota n. 74.
TO Ibidem.