Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XIX
anno <1995>   pagina <216>
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Marziano Brignoli
tore del nuovo Stato liberale, sorretto da interessi e da gruppi dirigenti nuovi; l'altro tendeva a rappresentare ceti ed interessi popolari e sa­rebbe stato poi assorbito da organizzazioni e movimenti operai e conta­dini. Cairoli occupava una posizione intermedia fra queste due tendenze, con qualche propensione per la seconda. Questa posizione, insieme al grande ascendente morale, all'alto prestigio, alla illustre tradizione patriot­tica ed al carattere adamantino, facevano del Cairoli un avversario peri­coloso per il Depretis e per la maggioranza della Sinistra, moderata e possibilista, che si riuniva attorno all'uomo di Stradella. Questa maggio­ranza, più che preoccuparsi della esclusione dell'Italia da Tunisi si preoc­cupava di escludere Cairoli dal governo a causa delle temute e forse premature novità della politica cairoliana. L'occasione offerta dallo scacco di Tunisi per allontanare Cairoli dal potere non fu lasciata perdere e Cairoli se ne dovette andare.
Benedetto lasciò la guida del governo amareggiato, soprattutto per­ché il suo successore, che fu il Depretis, nulla fece per far conoscere all'opinione pubblica il reale svolgimento della vicenda tunisina e la sua amarezza si concretò nel rifiuto della vita pubblica. Rifiuto peraltro di breve durata perché nel febbraio del 1882, Cairoli si impegnò alla Ca­mera per la riforma elettorale, prendendovi la parola ascoltato ed ap­prezzato.82* Agli amici politici che volevano distoglierlo da una posizione che poteva riuscire di danno al Governo, non diede ascolto:
Risposi scriveva alla moglie che l'unico scopo del mio ritorno e del mio discorso era il trionfo della riforma completa e che avrei preferito tacere e partire piuttosto che consentire ad una colpevole omissione .83i
E rimase a lottare per quella riforma che tanto lo appassionava, anche se la discussione si prolungava
per l'algebrica questione relativa alla rappresentanza proporzionale, della quale accettare il principio respingendo la proposta applicazione. Ma Zanatdelli, già relatore ed innamorato dell'opera sua, si puntiglia malgrado il pericolo mag­giore, che naufraghi cioè lo scrutinio di lista che dovrebbe essere la preva­lente preoccupazione, come dissi jeri alla Camera. Come è ostinato il dottri­narismo, specialmente quando è gonfiato dall'orgoglio! .84)
Non dobbiamo stupirci se nella corrispondenza fra Benedetto ed Elena Cairoli compaiono, accanto alle notizie ed ai commenti politici,
) Da Roma, 9 febbraio 1882: *9 V. nota precedente. *> V. nota n. 82.