Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storiografia. Secolo XIX
anno <1995>   pagina <217>
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Benedetto Cairoli fra Roma e Pavia 217
anche argomenti, come dire? casalinghi, domestici, come l'acquisto di una cucina economica, per il quale
la spesa [...] è indispensabile e non greve. Ti manderei subito denaro, se ne avessi [...]. Non inquietarti, però, angelo mio, a rutte queste spese prov­vedere io e da Belgirate farò subito una corsa a Gropello a prendere danaro.85*
Ricordiamoci che chi scriveva di essere a corto di quattrini e di dover correre a prenderne, dalle sue casse si capisce, era stato per ben due volte Presidente del Consiglio; era un uomo politico di primissimo piano, in dimestichezza con il re e con altri autorevoli personaggi. Com­menti e raffronti sono inevitabili.
Ma la cucina economica aveva pur bisogno del personale che se ne occupasse e Sua Eccellenza Cairoli non riteneva disdicevole alla sua posizione mettersi alla ricerca di un cuoco, riuscendo anche a trovarlo con rassicurazione
che è buono, onesto, valente; fu infatti otto anni di seguito con Menabrea *Q e lo lasciò non potendo reggere al clima, come appare dal certificato di lode rilasciatogli. Si contenta di cinquanta lire al mese e di rimanere anche tutto ranno in campagna .87)
Anche il conte Maffei, già segretario generale alla Consulta, si pre­murava di tranquillizzare il suo antico Ministro sul cuoco da assumere, assicurandolo che
i Menabrea erano contentissimi del cuoco che ebbero al loro servizio otto
85> Da Roma, 11 febbraio 1882.
M> Il gen. Luigi Federico Menabrea (1809-1896) fu ambasciatore a Parigi dal 1874 al 1882 e a Londra dal 1882 al 1892.
**> Da Roma, 31 gennaio 1882.
Per meglio valutare lo stipendio pagato al cuoco di casa Cairoli, ricordiamo che appena dopo l'unità, la paga giornaliera massima per operai specializzati era:
- Nell'industria tessile L. 2,86;
- Nell'edilizia 2,42;
- Nelle cartiere 2,00;
- Nelle miniere 3,39;
- Negli arsenali navali >> 3,25;
- Nelle ferrovie 5,25.
Nel decennio, fino al 1873, i salari sarebbero aumentati del 25. Tuttavia l'aumento del costo della vita vanificò in gran parte l'aumento. Se teniamo conto che 1 domestici fruivano gratuitamente del vitto e dell'alloggio, lo stipendio di 50 lire mensili poteva considerarsi una buona retribuzione (OTTAVIO BARIÈ, L'Italia nel­l'Ottocento, Torino, 1964, pp. 397-398).