Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1921>   pagina <282>
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vimento nazionale. Peraltro, nel marzo 1860, la giunta dell'As­sociazione nazionale germanica, in seguito alla cessione di Hi zza e Savoia alla Francia, dichiarò ogni allargamento di questa po­tenza pericoloso agli interessi tedeschi.
H settembre dello stesso anno portò l'Associazione nella prima sua assemblea generale che su tenne in Ooburgo, ad un forte dibattito sulle relazioni fra i movimenti unitari tedesco e italiano. Finalmente al La Farina, presidente della società che aveva servito di modello a quella tedesca, e che pure avrebbe desiderato di procedere d'accordo in tutti i passi pel raggiungi­mento della rispettiva imitai nazionale, fin solamente espressa la simpatia pel popolo italiano, ma condannata nello stesso tempo qualsiasi cessione territoriale alla Francia, come pure ogni vio­lazione dei confini della Confederazione germanica. Ben chiara­mente l'A. a tale proposito mette in rilievo le diversità fra le due società. In Italia, il governo in cui favore si lavorava, an­dava completamente d'accordo con essa, mentre in Germania mancava l'unione immediata eoi governo prussiano.
Gol sussidio dei rapporti diplomatici da Vienna che trovansi all'archivio federale di Berna, lo Sterri è in grado di precisare la posizione del principe reggente di Prussia negl'incontri con Francesco Giuseppe a Teplitz, nel luglio, e con questi e lo czar Alessandro a Varsavia, nell'ottobre 1860, di fronte agli straor­dinari avvenimenti d'Italia: Guglielmo non intendeva assoluta­mente assumersi l'obbligo di garantire all'Austria il possesso del Veneto, pel caso di un attacco da Vittorio Emanuele; consentì, invece di considerare come caso di guerra la eventuale viola­zione del territorio della Confederazione germanica. A Varsavia si discusse, senza però giungere a decisioni definitive, sul pro­gramma di Napoleone che Thouvenel aveva spedito a Pietro­burgo. Durante la sua visita a Oompiògne, nell'ottobre 1861, Guglielmo non lasciava dubbio alcuno a Napoleone che avrebbe fatto dipendere il ri conoscimento del nuovo regno d'Italia dalla pacificazione della intiera penisola appenninica, e ch'egli stessa giammai avrebbe imitato l'esempio di Vittorio Emanuele, spo­destando gli altri principi confederati. Significativo pure ohe al colonnello garibaldino Guglielmo Busto'w, antico ufficiale p-ras-