Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
anno <1995>   pagina <236>
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Angelo Nesti
l'amore di Gennaro Righelli del 1930) * le cose cambiarono; innanzi­tutto si ebbe un intervento più deciso del governo a sostegno della cine­matografia nazionale, una presenza maggiore di capitali, una mutata predi­sposizione al rischio da parte di alcuni produttori.
La realizzazione di un film richiede un certo rischio da parte di chi finanzia l'impresa e ciò fa sì che il prodotto venga considerato anche dal punto di vista economico, rispondente a criteri di razionalità. Il risultato di questa operazione in cui intervengono anche gli attori, il regista, lo sceneggiatore è una mediazione la cui risultante è data dal film. Non sono quindi da sottovalutare, in questo tipo di analisi, i filtri che la produzione direttamente, e il sistema giuridico-economico indirettamente, pongono al gruppo che lavora al film.
Nel caso di 1860 la scelta nazional popolare della narrazione potrebbe essere stata proprio indotta da ragioni economiche. Era infatti in vigore una legge (n. 918 del 18 giugno 1931) tesa ad incentivare il settore cine­matografico, che prevedeva un finanziamento alla produzione tramite la percentuale del 10 da calcolarsi sugli incassi effettuati. Più il film in­cassava e maggiore era la quota che avrebbe ricevuto a copertura dei costi di produzione. In questo modo anche le scelte estetiche del regista avreb­bero dovuto dirigersi verso una messa in scena standard, senza troppi voli artistici o comunque senza quelle innovazioni che avrebbero compromesso la riuscita commerciale dell'operazione.
Blasetti (che era molto cosciente del predominio del fattore industriale) e Mazzucchi, presentarono il progetto elaborato a Venezia alla Cines, la più importante casa di produzione italiana alla cui direzione era Emilio Cecchi.21' Questi da letterato era approdato al cinema su invito del presi­dente della Banca Commerciale Italiana, Toepliz, che deteneva il controllo della società.225 L'intenzione era quella di rilanciare la Casa dopo la scom­parsa del suo fondatore Stefano Pittaluga, con film di qualità n) e Cecchi,
Si tratta del primo film (proiettato al pubblico, ma la prima produzione so­nora fu proprio di Blasetti con il film Resuirrectio .
20 Per le vicende che portarono Emilio Cecchi alla Cines si veda: R. REDI, La Cines. Storia di una casa di produzione italiana, Roma, CNC Edizioni, 1992.
Si trattava di una casa di produzione facente parte della Società Anonima Stefano Pittaluga, fondata e organizzata sul modello americano il quale prevedeva il coordinamento tra produzione, distribuzione, noleggio ed esercizio (gestione sale). Dal 1931 era un immobilizzo della Banca Commerciale Italiana che aveva finanziato Pitta­luga. Per approfondite informazioni e notizie si veda; R. REDI, ha Cines. Storia di una casa di produzione italiana, dt.
Sono questi gli anni di maggior splendore per la Cines. Nel 1934, dopo la produzione di 1860 i Mille di Garibaldi, la Società di Pittaluga viene smembrata in seguito alla crisi finanziaria che coinvolse le maggiori banche italiane e che sfociò nella creazione dell'IRI e dell'IMI e nella riforma bancaria del 1936. La produzione