Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
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1995
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1860: i Mille di Garibaldi
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come primo atto in veste di direttore della produzione, chiamò Blasetti a lavorare per la Cines. Il regista, superata l'iniziale ostilità verso questa casa,24) diresse per conto di questa 6 film ed un cortometraggio.
L'opera fu messa in produzione nel 1933 come film garibaldino , in attesa di decidere il titolo che, da ciò che risulta dalla sceneggiatura originale,255 doveva essere scelto tra: Calatafimi , Garibaldi , La grande avventura e 1860 . In una intervista a La Stampa del maggio 1933 Blasetti oltre a questi titoli rammentava anche Italia 1860 considerato troppo impegnativo e L'ondata rossa respinto perché può suscitare equivoci .26) Dopo un anno di lavorazione venne proiettato in prima nazionale a Roma nel 1934.
1860: i Mille di Garibaldi, è sempre stato considerato dai critici cinematografici come la conseguenza della lettura da parte di Blasetti delle Noterelle di Giuseppe Cesare Abba,27> a causa di una intervista in cui il regista rievoca la produzione del film: Fu proprio Emilio Cecchì che dandomi il via per la sceneggiatura, mi dette il viatico dal quale sarebbe nato, con il tono generale del film, il motivo del suo successo: "come prima cosa si legga le Noterelle dell'Abba" ;28) Anche per il tono generale, che ha contribuito a fare di queste la base del film29) piuttosto che uno strumento per la creazione di un sentimento. Ma le Noterelle non
passò nelle mani dello Stato (sotto la Direzione generale della cinematografia affidata da Galeazzo Ciano a Luigi Freddi) così come il circuito di sale di proiezione e la distribuzione.
24> Nella sua veemente battaglia a difesa del cinema italiano, Blasetti fu sempre molto ostile a Stefano Pittaluga il quale agli occhi del regista appariva incapace non solo artisticamente ma anche economicamente. Cfr. A. BLASETTI, A viso aperto, serenamente, la verità necessaria, in Cinematografo, n. 4, aprile 1927, pp. 17-18.
La sceneggiatura, il Soggetto di Mazzucchi ed un ulteriore Soggetto rielaborato dallo stesso Blasetti, sono conservati, assieme a molte altre carte, dalla figlia del regista sig. Mara, la quale me ne ha gentilmente concesso la visione.
L'intervista in questione è riportata da G. GOBI, Alessandro Blasetti, dì., p. 36.
2?) Si tratta di un'opera sottoforma di diario che narra della spedizione garibaldina, dei suoi artefici, degli uomini che vi presero parte. L'opera venne pubblicata in numerose edizioni delle quali, personalmente, ho consultato la quinta edizione Da Quarto al Volturno. Noterelle di uno dei Mille, Bologna, Zanichelli.
W Intervista rilasciata a Cinema Nuovo, n, 257, 1979, pp. 26-30.
29) Un esempio è l'articolo di L. SOLAROLI, I Mille di Garibaldi protagonisti del primo film storico italiano, in Cinema Nuovo, n. 4, febbraio 1953, pp. 57-60. L'autore dà alle Noterelle un rilievo più marcato di quello che hanno avuto tanto che per rievocare 1860 la via piti diretta sono le pagine di G.C. Abba che costituiscono la trama stessa della sceneggiatura .
30) A questo proposito riporto una testimonianza rilasciatami da Suso Cecchi D'amico, figlia di Emilio e sceneggiatrice di film risorgimentali come E Gattopardo