Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
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1995
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1860: i Mille di Garibaldi
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e il gruppo di 1860 avessero capito bene le proprietà di persuasione delle immagini cinematografiche, la loro facilità di ricezione, la loro capacità di coinvolgere direttamente lo spettatore nella storia narrata. Si tratta di una vera e propria lezione cinematografica di Storia, con tanto di insegnante (colui che parla), di lavagna (il tavolo) e di studenti (il pubblico che assistè alla proiezione) : la morale era che Punita nazionale sarebbe stata possibile solo se il popolo e la monarchia si fossero uniti. Il Risorgimento in queste scene veniva così sintetizzato, tenendo conto anche dello sviluppo successivo del film, nell'azione di due forze individuate nel popolo (Garibaldi e i picciotti siciliani) e nella monarchia.
Questa partecipazione popolare al moto risorgimentale ha fatto sostenere a molti critici cinematografici che si trattasse di uno scostamento da quella che era l'interpretazione storiografica egemone in quel periodo ossia che l'Unità d'Italia sia stata realizzata da una élite di aristocratici e borghesi .3 Ma che il Risorgimento fosse stato realizzato da élites era una cosa ormai accettata dalla storiografia; il problema è di vedere cosa, di volta in volta, significava e di come veniva utilizzata la parola élites. Una volta scomparsa la generazione che aveva fatto e descritto il Risorgimento le interpretazioni agiografiche e quelle di partito33) cedettero il passo a nuovi indirizzi che traevano gli stimoli della ricerca dalla nuova situazione politica creata dalla prima guerra mondiale e dall'avvento del fascismo.
Si poneva come imperativa, una vera e propria revisione storiografica sul secolo XIX, caratterizzata dalla ricerca delle cause e delle radici di un fenomeno, quello fascista, che ai contemporanei appariva nuovo rispetto alle tradizioni politiche italiane, tanto da provocare la crisi della più florida scuola storica, quella economico-giuridica, che aveva nello studio del medio evo il suo terreno ideale.34* Nello studio del Risorgimento e sotto gli influssi delle opere di Pareto e Mosca, i transfughi della scuola economico-giuridica avevano abbandonato il concetto di classe a favore di
32> Cfr. G. GORI, Alessandro Blasetti, cit., p. 44.
?3> È con l'appellativo di storiografia di partito che Maturi caratterizza un tipo di storiografia fatta da politici militanti che attingono i propri criteri storici da un programma politico. Cfr. W. MATURI, Interpretazioni del Risorgimento, Torino, Einaudi, 1962. Cfr, inoltre A. GRAMSCI, Il Risorgimento, Roma, Editori Riuniti, 1971, pp. 76-81.
Cfr. W. MATURI, La crisi della storiografia politica italiana, in Rivista Storica Italiana, armo XLVII, 1930, pp. 1-29. Inoltre N. OTTOKAR, Osservazioni stille condizioni presenti della storiografia in Italia, in Civiltà moderna, n. 2, 1930, pp. 927-939; G. BARBERO, lineamenti e caratteri detta storiografia del Risorgimento negli ultimi trentanni, in Bollettino storico bibliografico subalpino, 1949, pp. 111-130; W. MATURI, Interpretazioni del Risorgimento, cit.; A. CASALI, Storici italiani tra le due guerre. La Nuova Rivista Slorica (1917-1943), Napoli, Guida, 1980.