Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
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1860: i Mille di Garibaldi
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e autorità statali . 1860 è forse l'unico esempio che la cinematografia nazionale ci ha fornito di una rappresentazione risorgimentale così benevola. Una comparazione tra il film di Blasetti e un altro grande film risorgimentale ci chiarirà meglio le idee: in Senso (1954) di Luchino Visconti il tono è altamente pessimista e l'immagine totalmente opposta. Per il primo il Risorgimento è una guerra vinta sancita dalla battaglia di Cdatafimi e dalla partecipazione popolare; per il secondo si tratta invece di una guerra persa (Custoza) in cui la classe dirigente, incapace di una rivoluzione nazionale, non riesce a coinvolgere il popolo che è assente dalla narrazione. In Senso è evidente l'influenza gramsciana ed il film è un valido ed importante documento dell'egemonia culturale della sinistra nell'Italia del secondo dopoguerra.
Altrettanto importante è per la sua epoca 1860 che, costituito come una vera e propria fabbrica di memorie storiche , capace di divulgare una cultura di base altrimenti non assimilabile da chi non poteva ancora permettersi l'accesso al sapere, può essere visto come un contributo della cinematografia alla nazionalizzazione dell'Italiano.
Stereotipi toscani
Altra importante costruzione cinematografica all'interno del film è la figura di un personaggio di secondo piano ma che secondo Blasetti ha una certa importanza: quella dell'autonomista. Nella sceneggiatura del film (tra l'altro mai pubblicata) conservata dalla figlia di Blasetti insieme al soggetto e a numerose recensioni, sono indicati i personaggi del film, il ruolo che svolgono, la lingua che parlano ed un nota bene indica che Delle persone sopra indicate solo quelle sottolineate in rosso hanno importanza di primo piano . Tra tutti i personaggi non protagonisti, l'autonomista è il solo con la sottolineatura. A Blasetti serve, come vedremo più avanti, a mettere in risalto, con altri personaggi (il giobertiano e il mazziniano), la situazione di caos politico precedente alla spedizione garibaldina. Dopo aver assistito alla discussione nel caffè di Civitavecchia il protagonista, proseguendo nel suo viaggio verso Genova per richiedere l'intervento di Garibaldi in Sicilia, si trova a fare la conoscenza di tre personaggi ognuno dei quali esemplifica altrettanti possibili sbocchi al moto risorgimentale. Si tratta di quello repubblicano che vedrebbe bene Vittorio Emanuele come Presidente della Repubblica; quello neoguelfo: Sua Santità è il capo spirituale degli italiani? e perché non dovrebbe esserne anche il capo politico? ; quello autonomista: ma che Vittorio e Vittorio. [...] si è cacciato Leopoldo II e ci si vuol mettere un altro secondo perché si chiama Vittorio? [...] tutti fratelli, tutti italiani, ma ciascuno a casa sua .
Dei tre, come già detto, solo l'autonomista è sottolineato in rosso nella sceneggiatura: l'importanza dipende forse da una più facile messa in