Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
anno <1995>   pagina <245>
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1860: i Mille di Garibaldi
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La storiografia democratica recepì la critica ai modi di gestione del potere ed al parlamentarismo individuato come forma degenere del prin­cipio democratico, per ricercare le cause di quella moderna barbarie individuata nel fascismo. Quella nazionalista poneva invece in risalto il momento eroico, volontaristico e nazionalistico del primo Risorgimento, di cui il regime si considerava erede,50* rispetto al periodo di quieto vivere e di scadimento del sentimento nazionale e del senso dello Stato di cui fu permeata la cultura politica di fine XIX secolo e inizi XX. Comune ad entrambe era la carica anti-parlamentarista e Blasetti non fece altro che fotografare, con la sua sensibilità, questo sentimento. Il moderato e il giobertiano, oltre a rappresentare storicamente dei programmi politici, esemplificano, nel loro dialogo e nella loro azione, un modo di organiz­zazione della rappresentanza nazionale che era accusato da tempo di essere verboso e per questo incapace di condurre la cosa pubblica.51) Il popolo, come Carmeliddu in queste scene, resta escluso dalla discussione incapace di comprendere tanta loquacità in un momento in cui erano in gioco i destini della nazione.
La volontà della nazione
Conseguentemente alla pretesa continuità tra Risorgimento e fascismo da parte della storiografia nazionalista, anche Garibaldi non poteva mancare nella galleria di quei personaggi, che con la loro opera, avendo anticipato l'avvento del fascismo, venivano a costituire una vera e propria schiera di precursori . L'idea di un fascismo prima del suo avvento al po-
505 Parlando delle mediazioni nazionalpatriottiche di Giovanni Gentile, Pier Giorgio Zunino nella sua opera L'ideologia del fascismo, mette in evidenza come in queste c'era un Risorgimento autentico, un Risorgimento vero che era poi in buona misura il Risorgimento effettivamente compiutosi con l'mdipendenza e l'unificazione. In antitesi a quello c'era un Risorgimento falso che parlava di principi di libertà individuali e di autonomie; il primo cessa di esistere con l'Unità realizzata, M se­condo continua nell'Italietta del Volpe; il primo è quello a cui si richiama il fascismo, il secondo ne è il nemico. Cfr. P. G. ZUNINO, L'ideologia del fascismo. Miti credenze e valori nella stabilizzazione del regime Bologna, Il Mulino, 1985, p. 94.
51> Un esempio di questo modo di procedere è rintracciabile in N. QUILICI, La "Banca Romana, Milano, Mondadori, 1935, in cui l'autore affermava, studiando lo scandalo della Banca Romana ed il connubio tra politica ed economia, che la que­stione morale non dipendeva dagli uomini che sono protagonisti per forza, ma dalla situazione e cioè dal tatto che il regime parlamentare era arrivato ad un punto crìtico [...], e denotava come il contagio della plutocrazia dai loschi affari fosse inevi­tabile in un regime di prevalenti interessi economici . TI problema di fondo per- il Quilici stava nel fatto che si era passati da un governo di partito (quello del-l'epoca della destra) ad uno di maggioranza che tende anche se non vuole alla dittatura parlamentare, accelera 11 disfacimento dei partiti in una poltiglia grigia di programmi apolitici , pp. 29-30.