Rassegna storica del Risorgimento

1821 ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1921>   pagina <283>
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siano, e uno dei più distìnti scrittori di cose militari ciò che lo .Steni avrebbe potuto rilevare fu dallo stosso principe reg­gente negata l'amnistia e ch'egli di rimando, nel 1862, durante il conflitto della camera prussiana colla corona, sulle spese e sulla durata del servizio militare, fece sapere alla opposizione liberale i suoi consigli per la formazione dei corpi volontari tedeschi.
Quanto al riconoscimento del nuovo regno d'Italia dalla Prussia, esso si effettuò, dopo lungo ritardo, e soltanto sotto la pressione della tensione sempre più forte fra questo Stato e l'Austria, nel modo seguente. II conte Bernstorff, ministro degli esteri di Prussia, era bensì cresciuto nel preconcetto che al­l'Austria dovesse rimaner conservata l'egemonia su di una Italia smembrata. Tuttavia man mano si convertiva all'idea che il ri­conoscimento del nuovo regno potesse servire di arma contro l'Austria per renderla più condiscendente nelle questioni tedesche. Ma, per non parlare di conservatori e cattolici prussiani, che consideravano il nuovo Stato al di là delle Alpi un parto della rivoluzione, d'annientarsi possibilmente, a Guglielmo I, legitti­mista, tornava gravoso per la sua coscienza l'abbandono della causa dei principi spodestati con un passo atto ad offendere l'Austria. Finalmente, il 21 luglio 1862, e soltanto dopo che il governo italiano ebbe dato assicurazioni di una politica pacifica all'interno, nonché verso lo Stato della Chiesa e il*Veneto, il re di Prussia volle riconoscere il regno d'Italia.
H capitolo che si presta a maggiori critiche che non gli an­tecedenti, è V XI ossia V ultimo: Correnti principali détta vita spi­rituale. Perchè:; mentre da un lato gli apprezzamenti ivi conte­nuti delle letterature e scienze tedesca, francese, inglese e russa mostrano la profondità degli studi dell'A. in queste, ci viene spontaneamente a domandarci, se veramente quelle correnti fra gli anni 1852 e 1862 fossero ristrette alle sole quattro nazioni indicate, e, senza voler entrare qui in particolari, ò facile pre­vedere che si faranno sentire in proposito proteste non del tutto inginstiueatei Al contrario, per un'altra osservazione, e questa d'indole più generale, ci porge il destro il trattamento relafiiva-mente ampio, e si direbbe quasi affettuoso di cui gode in questo volume la piccola Svizzera,