Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Risorgimento. Storia del cinema. Secolo XX
anno <1995>   pagina <246>
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246 Angelo Netti j
tere, rispondeva proprio ad una esigenza di continuità storica che, almeno all'inizio, non fu sentita come tale da parte del regime. Le cose iniziarono a cambiare solo quando in alcuni ambienti, in particolare in alcuni settori della cultura storica, il fascismo fu avvertito come qualcosa di anomalo rispetto alle tradizioni e alla prassi politica della storia d'Italia.59 Geni­trice di questo scontro fu la polemica che divampò tra Benedetto Croce e Gioacchino Volpes) catapultando gli studi storici e non, in una corsa a ritroso nel tempo alla ricerca della nazione italiana e di coloro che se ne fecero interpreti.54* Tale polemica, tra due personaggi così in vista, ebbe una larga risonanza tra l'opinione pubblica e seppur sopita agli inizi degli anni Trenta, il Regime si guardò bene da lasciare mano libera in un campo così importante dal punto di vista politico e dell'immaginario collettivo, come quello delle tradizioni storiche.
1860: i Mille di Garibaldi per come è nato (nel cinquantenario della morte dell'eroe dei due mondi), è da leggersi e vedersi anche come l'omaggio a Garibaldi, al significato della sua figura e della sua opera. Blasetti in questa opera si fece portavoce di queste esigenze politiche, ma in maniera originale, mai banale dal punto di vista formale,55* tanto che la trasposizione fìlmica del personaggio, risultando molto reale, rende una efficace comunicazione, a differenza invece delle immagini fornite dalla propaganda ufficiale. Nella messa in scena del personaggio questi non prevale mai sull'uomo; Garibaldi nel film si vede pochissimo, le scene in cui compare si contano sulle dita di una mano, mai in primo piano e spesso in campo lungo. Non vi è dubbio però che sia il protagonista
Mi riferisco in particolare all'opera di B. CROCE, Storia d'Italia dal 1871 al 191, cit., nella quale l'autore ritiene legittimo parlare di Italia, prima del 1870, solo dal punto di vista letterario ed artistico.
59 Volpe nella introduzione alla terza edizione de L'Italia in cammino, attaccava esplicitamente l'opera del Croce, uscita l'anno prima, definendola un quadro di ma­niera, artificioso, nel suo complesso falso soprattutto per quanto riguardava l'elo­gio dell'Italia di fine XIX secolo e la periodizzazione che escludeva i secoli prece­denti al 1870 e gli anni della prima guerra mondiale. Cfr. G. VOLPE, L'Italia in cammino, cit., p. 13.
**> Tipico esempio di questa ricerca è il libro di F. ERCOLE, Pensatori e uomini d'azione, Milano, Mondadori, 1935 in cui partendo da Dante e passando per Machia­velli, Guicciardini, Garibaldi, Crispi, Oriani, si arriva al nazionalismo di Corredini e al fascismo,
55) Nei cinema dell'epoca si erano avuti altri esempi di precursori come un film su Giovanni dalle bande nere, Condottieri di Louis Trenker, Ettore Fieramosca dello stesso Blasetti; ma quello che è rimasto tuttoggi come il simbolo della sfaccia raggine propagandistica del regime è senza dubbio Scipione l'Africano di Carmine Gallone. Fa girato, con sovvenzioni governative, per sancire la creazione dell'impero coloniale, ma con un gusto ed una attenzione che lasciavano molto a desiderare.